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anno I, numero
3
giugno - settembre 2007
Edizioni
paginauno
formato: 21 x 30 - pagg.
64
prezzo: 8,00 euro
ISSN: 1971343600003
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Editoriale
Società
Con un anno di anticipo rispetto al progetto del vecchio governo di
centro-destra, entra in vigore la nuova riforma previdenziale e il Tfr
dei lavoratori si trasforma in pensione. Lontana dall'essere una riforma,
la parola tanto in auge nasconde il vero obiettivo: la salvaguardia
dei profitti delle imprese in un'economia finanziaria, attraverso lo
sfruttamento del lavoratore dipendente. Il sindacato approva! (Giovanna
Cracco). Fondi pensione o Inps, dunque? Erika Gramaglia mostra la gravità
del dilemma alla luce dell’esperienza cilena e degli sviluppi
del caso Enron.
E dopo il lavoro, la famiglia! I tentativi della Chiesa di incatenarla
al vecchio modello, ricordano sempre più la veglia del morto
(Marco Despontin). Eppure l’accanimento del Vaticano non è
privo di ragioni e va ricondotto all’importanza del ruolo sociale
della famiglia. Impareggiabile vettore di valori, e lungi dall’essere
una dimensione naturale dell’uomo, il tetto coniugale rappresenta
da sempre uno dei più efficaci strumenti di governo. Lo insegna
la Storia...
... ma che cos’è la Storia per gli italiani? La costruzione
di un’identità nazionale edificata sul silenzio! L’arresto
di Cesare Battisti ( Walter G. Pozzi) e il lacunoso resoconto che ne
hanno fatto i media, sembrano costruiti a proposito per dimostrare l’esistenza
di fatti e verità che non possono essere raccontati per intero.
Quali convenienze si nascondono dietro il silenzio che grava sugli anni
Settanta?
Linguaggio
La scissione tra Governo e società civile è negata solamente
nell’uso del plurale da parte dei politici. Nelle loro bocche,
“Armiamoci e partite” è una retorica sempreverde.
Ma a chi si riferiscono quando dicono “Noi...?” (Antonio
Steffenoni).
Pronome personale dai confini sempre meno estesi, dietro al Noi si
nasconde l’evidenza di una strenua difesa dell’interesse
personale. In questa ricercata autoreclusione, l’altro, lo straniero,
perde la propria identità, per ridursi, come spiega Adel Jabbar
, a un’entità divisa in due: l’intruso funzionale
(il lavoratore sfruttato) e il problema sociale per la sicurezza (il
terrorista). Si parla di Integrazione, ma il primo passo per raggiungerla
è comprendere il significato di questa parola.
Recuperare i veri e più profondi significati dei termini diffusi
da un linguaggio sempre meno ricco e articolato; parlare degli invisibili
mondi altri: è ciò che ha sempre fatto e che deve continuare
a fare la letteratura (Giovanna Baer), nel tentativo di arginare le
derive del pensiero dominante. Perché è la presa del
vocabolario il vero golpe di chi detiene il dominio della chiacchiera.
E’ attraverso un calibrato uso del linguaggio che viene spostato
l’asse dei valori di una società. Un colpo di mano perpetuo
e invisibile di cui nessuno sempra accorgersi. Eppure i morti non
mancano, per quanto intelligenti siano le bombe (Nicola Loda).
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