| Editoriale
Il chiasso e il silenzio
Nel commentare il successo commerciale del saggio La Casta, e la reazione
degli italiani nell’apprendere l’entità dei costi
del sistema politico, qualche analista in crisi di ispirazione ha presagito
per l’Italia un futuro di scenari rivoluzionari. Improvvisamente,
il sistema informativo si è destato, ha scoperto un vecchio vizio
nazionale, l’antiparlamentarismo (Antonio Gramsci), e l’ha
ribattezzato con il nome di Antipolitica. Ennesima impostura montata
ad arte. Nel momento in cui il libro individua come Casta esclusivamente
il potere politico, finge di dimenticare che la cosiddetta élite
di potere, in Italia, è caratterizzata da uno spaventoso intreccio
di interessi e di privilegi che comprende il mondo dell’informazione,
dell’economia, della finanza, dello spettacolo, dell’intellettualità,
dell’arte, dello sport... (Marco Despontin). Al cittadino non
rimane che diffidare dei prodotti inscatolati da una Casta così
grandemente composta, e rifiutarla in blocco con l’unico vero
gesto politico in suo potere: smettere di consumare!
I costi della politica sono una piuma, rispetto alla devastazione sociale,
causata dall’operato dei politici, in termini economici, finanziari
e lavorativi; in termini di vite umane, di solitudine sociale, di precarietà
lavorativa (Roberto Monguzzi); in termini di disagio femminile in un
mondo declinato al maschile (Giovanna Baer); di colpevole resa dello
Stato alle esigenze di mercato e del neoliberismo (Erika Gramaglia).
E mentre il chiasso mediatico si confronta con il nulla, nel silenzio
cadono i pesanti sospetti di brogli sugli ultimi risultati elettorali;
le accuse mosse alla Chiesa di Roma, per avere insabbiato e coperto
casi di pedofilia che coinvolgono ecclesiastici di Irlanda, Stati Uniti
e Brasile (Giovanna Cracco); e le vere ragioni nascoste dietro nuovi
modelli di leggi razziali quali la Bossi-Fini e l’istallazione
dei Cpt (Annamaria Rivera intervistata da Luciana Viarengo).
Come diceva Carlo Levi, la classe dirigente italiana non è mai
cambiata dal Risorgimento a oggi. Centocinquant’anni di continuità
politica in bilico tra trasformismo e revisionismo, di cui la parabola
iniziata con Tangentopoli e che si chiuderà con l’intestazione
di una strada a Craxi – e la sua beatificazione – rappresenta
solo l’ultimo tangibile esempio (Walter G. Pozzi).
D’altronde, le strade italiane sono piene di eroi alla Craxi;
simboli e fissativi di determinati momenti storici; di una Storia che
parla di uomini politici, ma anche di bravi e coscienziosi militari
che un tempo difendevano la Patria, e oggi sono impegnati in costose
missioni dalle misteriose finalità (Nicola Loda), e di generosi
mecenati, ostinatamente dediti… alla celebrazione del culto di
se stessi (Manuel Pozzi e Valerio Tiezzi).
SOMMARIO
EDITORIALE
Il chiasso e il silenzio
RESTITUZIONE PROSPETTICA
La storia sono loro
di Walter G. Pozzi
IL RACCONTO
La Tribù
di Italo Svevo
POLEMOS
Antipolitica e bioresistenza
di Marco Despontin
Le parole e il silenzio
di Giovanna Cracco
Dietro la parola progresso
di Roberto Monguzzi
Lo sguardo delle donne
di Giovanna Baer
Il popolo delle scimmie
di Antonio Gramsci
INTERVISTA
Annamaria Rivera. Il governo e gli altri
di Luciana Viarengo
RACCONTI
Fonderie disperse
di Giovanna Cracco
Il titolo che non c’è
di Lorenzo Bordogna
DURA LEX…
Acqua, fra diritto e mercato
di Erika Gramaglia
LE INSOLITE NOTE
Mirror – Miles Okazaki
di Augusto Q. Bruni
SOTTO I RI(F)LETTORI
Il male di scrivere
(recensione de La campana di vetro, Sylvia Plath)
di Luciana Viarengo
BUONE NUOVE
Un pessimo carattere
(recensione de L'italiano,
Sebastiano Vassalli)
di Luciana Viarengo
IN LIBRERIA narrativa
“Il falsario di Caltagirone”
(G. Cracco)
“A immaginare una vita ce ne vuole un’altra”
(L. Viarengo)
“A casa non ci torno” (G. Cracco)
PAROLE SULLA TELA
Lorenzo Taini. La sospensione del tempo
di Chiara Carolei
CORIANDOLI
Pantheon
Confessioni
Bisognava ucciderli da piccoli
di Antonio Steffenoni
VOCABOLARIO STORICO
Italiani brava gente
di Nicola Loda
Mecenate
di Manuel Pozzi e Valerio Tiezzi
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