anno I, numero
4
ottobre - novembre 2007
Edizioni
paginauno
formato: 21 x 30 - pagg.
64
prezzo: 8,00 euro
ISSN: 1971343600004
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Editoriale
Il chiasso e il silenzio
Nel commentare il successo commerciale del saggio La Casta, e la
reazione degli italiani nell’apprendere l’entità
dei costi del sistema politico, qualche analista in crisi di ispirazione
ha presagito per l’Italia un futuro di scenari rivoluzionari.
Improvvisamente, il sistema informativo si è destato, ha
scoperto un vecchio vizio nazionale, l’antiparlamentarismo
(Antonio Gramsci), e l’ha ribattezzato con il nome di Antipolitica.
Ennesima impostura montata ad arte. Nel momento in cui il libro
individua come Casta esclusivamente il potere politico, finge di
dimenticare che la cosiddetta élite di potere, in Italia,
è caratterizzata da uno spaventoso intreccio di interessi
e di privilegi che comprende il mondo dell’informazione, dell’economia,
della finanza, dello spettacolo, dell’intellettualità,
dell’arte, dello sport... (Marco Despontin). Al cittadino
non rimane che diffidare dei prodotti inscatolati da una Casta così
grandemente composta, e rifiutarla in blocco con l’unico vero
gesto politico in suo potere: smettere di consumare!
I costi della politica sono una piuma, rispetto alla devastazione
sociale, causata dall’operato dei politici, in termini economici,
finanziari e lavorativi; in termini di vite umane, di solitudine
sociale, di precarietà lavorativa (Roberto Monguzzi); in
termini di disagio femminile in un mondo declinato al maschile (Giovanna
Baer); di colpevole resa dello Stato alle esigenze di mercato e
del neoliberismo (Erika Gramaglia).
E mentre il chiasso mediatico si confronta con il nulla, nel silenzio
cadono i pesanti sospetti di brogli sugli ultimi risultati elettorali;
le accuse mosse alla Chiesa di Roma, per avere insabbiato e coperto
casi di pedofilia che coinvolgono ecclesiastici di Irlanda, Stati
Uniti e Brasile (Giovanna Cracco); e le vere ragioni nascoste dietro
nuovi modelli di leggi razziali quali la Bossi-Fini e l’istallazione
dei Cpt (Annamaria Rivera intervistata da Luciana Viarengo).
Come diceva Carlo Levi, la classe dirigente italiana non è
mai cambiata dal Risorgimento a oggi. Centocinquant’anni di
continuità politica in bilico tra trasformismo e revisionismo,
di cui la parabola iniziata con Tangentopoli e che si chiuderà
con l’intestazione di una strada a Craxi – e la sua
beatificazione – rappresenta solo l’ultimo tangibile
esempio (Walter G. Pozzi).
D’altronde, le strade italiane sono piene di eroi alla Craxi;
simboli e fissativi di determinati momenti storici; di una Storia
che parla di uomini politici, ma anche di bravi e coscienziosi militari
che un tempo difendevano la Patria, e oggi sono impegnati in costose
missioni dalle misteriose finalità (Nicola Loda), e di generosi
mecenati, ostinatamente dediti… alla celebrazione del culto
di se stessi (Manuel Pozzi e Valerio Tiezzi).
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