Editoriale
Lo Stato della corruzione
Approfittando dell’ampia maggioranza parlamentare, conquistata
anche grazie alla particolare modalità di conteggio prevista
dalla legge elettorale (Erika Gramaglia, pag. 16), il governo ha iniziato
il tiro al piccione. Bersagli privilegiati: lavoratori e magistratura.
Di fronte a un Paese in cui i redditi dell’economia sommersa si
riversano nell’economia ufficiale – fino a diventarne la
colonna portante – lo Stato italiano vive il paradosso di non
avere più convenienza a combattere la criminalità, per
evitare che crolli l’intera economia (Giovanna Baer, pag. 13).
Non che abbia mai avuto intenzione di combatterla. Al contrario. Secondo
studi di settore, la corruzione e la complicità tra politica,
imprenditoria e mafia è cresciuta nel corso degli anni, fino
a diventare, oggi, la logica di potere dominante. Un potere terrorizzato
dall’ipotesi di una nuova Tangentopoli. Ecco perché governo
e opposizione si dicono d’accordo e pronti per una ‘riforma
della giustizia’. Di questa riforma, il Lodo Alfano ha rappresentato
il primo mattone (Walter G. Pozzi, pag. 7) per una giustizia che sia
smaccatamente di classe. Un primo passo verso uno Stato penale, in cui
i grandi ladri continuino a uscire dopo pochi giorni di carcere –
e dichiararsi “in piena forma” – mentre le prigioni
traboccano di povericristi, delinquenti per questioni di sopravvivenza
(Daniele Patelli, pag. 26).
Nel frattempo, un po’ per coprire la drammatica crisi del capitalismo
italiano, un po’ per nascondere i propri affari sporchi, la politica
ricorre alla propaganda più becera. L’inchiesta di Giovanna
Cracco sullo sgombero di Ponticelli, svela i giochi politici e gli interessi
economici, nascosti dietro alla campagna antirom (pag. 30), rivelando
una coda di interessi che arriva fino in Lussemburgo.
Vecchia strategia, da parte del potere, quella di appellarsi alle paure
recondite della società di massa (Felice Bonalumi, pag. 21),
per coprire i peggiori maneggi. Una forma di propaganda in grado di
colpire l’emotività dei cittadini attivando un uso calibrato
di sofisticate forme linguistiche. Di queste, la più evocativa
inventata dal governo Berlusconi è ‘Grandi opere’,
tra le quali troneggia il ponte sullo stretto di Messina. Niente di
nuovo: da sempre è la regola di una politica connivente con la
mafia, aprire enormi cantieri nelle zone dove la criminalità
organizzata è più forte (Nicola Loda, pag. 65).
Altrove, prosegue la ‘missione umanitaria’ del contingente
italiano in Iraq e in Afghanistan. Altri interessi, altri affari di
una potenza imperialista di cui al solito l’Italia si rende garante,
anche se la guerra è ormai persa da tempo. Restano da stabilire
le ragioni della sconfitta, e chi siano i veri vincitori (Fabio Damen,
pag. 17).
È “la solita zuppa” avrebbe detto lo scrittore Bianciardi
(Luciana Viarengo, pag. 56). Ma forse non è più nemmeno
vero, caro Luciano. È persino peggio.
SOMMARIO
Presenza clandestina
di Laura Defendi
EDITORIALE
Lo Stato della corruzione
RESTITUZIONE PROSPETTICA
Lodo Alfano,
il primo atto
della governabilità
di Walter G. Pozzi
IL RACCONTO
Tentazione!
di Giovanni Verga
POLEMOS
Belpaese Connection
di Giovanna Baer
Iraq e Afghanistan: analisi di un fallimento
di Fabio Damen
Dacci oggi il nostro panico quotidiano
di Felice Bonalumi
INTERVISTA
Sandra Berardi. Stato penale
di Daniele Patelli
INCHIESTA
Il sacco di Ponticelli
di Giovanna Cracco
RACCONTI
Maternità
di Giancarlo Viola
Sotto terra
di Elisabetta Pirro
DURA LEX
Il circolo vizioso
di Erika Gramaglia
FILO-LOGICO
Anarchia metasemantica
di Giuseppe Ciarallo
VERITÀ AL TEMPO DELLA MOVIOLA
Legittime falsità
di Davide Pinardi
SOTTO I RI(F)LETTORI
Nel segno della distopia
(recensione de Il racconto dell'ancella, Margaret
Atwood)
di Luciana Viarengo
BUONE NUOVE
Aspettando la rivoluzione
(recensione di Le cinque giornate, Luciano Bianciardi)
di Luciana Viarengo
IN LIBRERIA
narrativa
“Centro permanenza temporanea vista
stadio” (L.Ravera)
“L'estate delle magliette a strisce” (G.Cracco)
“Alma Mater” (L.Viarengo)
IN LIBRERIA
saggistica
“Gaetano Marini verificatore di pesi e misure”
(W.Pozzi)
“Storia criminale” (G.Cracco)
“Non chiamarmi zingaro” (F.Fossati)
LE INSOLITE NOTE
Rogue's Gallery: pirate ballads, sea songs
and chanteys
di Augusto Q. Bruni
PAROLE SULLA TELA
Sabina Sala. Microcosmi
di Chiara Carolei
CORIANDOLI
L'importanza del tempo
L'importanza delle parole
Fondamentalismi
di Antonio Steffenoni
VOCABOLARIO STORICO
Grandi opere
di Nicola Loda
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