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Numero 9, ottobre - novembre 2008

 

Editoriale

Lo Stato della corruzione
Approfittando dell’ampia maggioranza parlamentare, conquistata anche grazie alla particolare modalità di conteggio prevista dalla legge elettorale (Erika Gramaglia, pag. 16), il governo ha iniziato il tiro al piccione. Bersagli privilegiati: lavoratori e magistratura. Di fronte a un Paese in cui i redditi dell’economia sommersa si riversano nell’economia ufficiale – fino a diventarne la colonna portante – lo Stato italiano vive il paradosso di non avere più convenienza a combattere la criminalità, per evitare che crolli l’intera economia (Giovanna Baer, pag. 13). Non che abbia mai avuto intenzione di combatterla. Al contrario. Secondo studi di settore, la corruzione e la complicità tra politica, imprenditoria e mafia è cresciuta nel corso degli anni, fino a diventare, oggi, la logica di potere dominante. Un potere terrorizzato dall’ipotesi di una nuova Tangentopoli. Ecco perché governo e opposizione si dicono d’accordo e pronti per una ‘riforma della giustizia’. Di questa riforma, il Lodo Alfano ha rappresentato il primo mattone (Walter G. Pozzi, pag. 7) per una giustizia che sia smaccatamente di classe. Un primo passo verso uno Stato penale, in cui i grandi ladri continuino a uscire dopo pochi giorni di carcere – e dichiararsi “in piena forma” – mentre le prigioni traboccano di povericristi, delinquenti per questioni di sopravvivenza (Daniele Patelli, pag. 26).
Nel frattempo, un po’ per coprire la drammatica crisi del capitalismo italiano, un po’ per nascondere i propri affari sporchi, la politica ricorre alla propaganda più becera. L’inchiesta di Giovanna Cracco sullo sgombero di Ponticelli, svela i giochi politici e gli interessi economici, nascosti dietro alla campagna antirom (pag. 30), rivelando una coda di interessi che arriva fino in Lussemburgo.
Vecchia strategia, da parte del potere, quella di appellarsi alle paure recondite della società di massa (Felice Bonalumi, pag. 21), per coprire i peggiori maneggi. Una forma di propaganda in grado di colpire l’emotività dei cittadini attivando un uso calibrato di sofisticate forme linguistiche. Di queste, la più evocativa inventata dal governo Berlusconi è ‘Grandi opere’, tra le quali troneggia il ponte sullo stretto di Messina. Niente di nuovo: da sempre è la regola di una politica connivente con la mafia, aprire enormi cantieri nelle zone dove la criminalità organizzata è più forte (Nicola Loda, pag. 65).
Altrove, prosegue la ‘missione umanitaria’ del contingente italiano in Iraq e in Afghanistan. Altri interessi, altri affari di una potenza imperialista di cui al solito l’Italia si rende garante, anche se la guerra è ormai persa da tempo. Restano da stabilire le ragioni della sconfitta, e chi siano i veri vincitori (Fabio Damen, pag. 17).
È “la solita zuppa” avrebbe detto lo scrittore Bianciardi (Luciana Viarengo, pag. 56). Ma forse non è più nemmeno vero, caro Luciano. È persino peggio.

SOMMARIO

Presenza clandestina
di Laura Defendi

EDITORIALE
Lo Stato della corruzione

RESTITUZIONE PROSPETTICA
Lodo Alfano, il primo atto

della governabilità
di Walter G. Pozzi

IL RACCONTO
Tentazione!

di Giovanni Verga

POLEMOS
Belpaese Connection

di Giovanna Baer

Iraq e Afghanistan: analisi di un fallimento
di Fabio Damen
Dacci oggi il nostro panico quotidiano
di Felice Bonalumi

INTERVISTA
Sandra Berardi. Stato penale
di Daniele Patelli

INCHIESTA
Il sacco di Ponticelli
di Giovanna Cracco

RACCONTI
Maternità

di Giancarlo Viola
Sotto terra
di Elisabetta Pirro

DURA LEX
Il circolo vizioso

di Erika Gramaglia

FILO-LOGICO
Anarchia metasemantica

di Giuseppe Ciarallo

VERITÀ AL TEMPO DELLA MOVIOLA
Legittime falsità

di Davide Pinardi

SOTTO I RI(F)LETTORI
Nel segno della distopia

(recensione de Il racconto dell'ancella, Margaret Atwood)
di Luciana Viarengo

BUONE NUOVE
Aspettando la rivoluzione

(recensione di Le cinque giornate, Luciano Bianciardi)
di Luciana Viarengo

IN LIBRERIA narrativa
“Centro permanenza temporanea
vista stadio” (L.Ravera)
“L'estate delle magliette a strisce” (G.Cracco)
“Alma Mater” (L.Viarengo)

IN LIBRERIA saggistica
“Gaetano Marini verificatore di pesi e misure
(W.Pozzi)
“Storia criminale” (G.Cracco)
“Non chiamarmi zingaro” (F.Fossati)

LE INSOLITE NOTE
Rogue's Gallery: pirate ballads, sea songs and chanteys

di Augusto Q. Bruni

PAROLE SULLA TELA
Sabina Sala. Microcosmi

di Chiara Carolei

CORIANDOLI
L'importanza del tempo

L'importanza delle parole
Fondamentalismi

di Antonio Steffenoni

VOCABOLARIO STORICO
Grandi opere

di Nicola Loda

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È uscito il numero 16
febbraio / marzo 2010

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