Editoriale
Nadir
Promosso da alcuni scrittori e intellettuali, il boicottaggio dell’ultima
edizione del Salone del libro di Torino ha evidenziato le ambiguità
nascoste nella distinzione tra arte e politica. Eppure, pur partendo
da buoni presupposti, l’iniziativa non è stata in grado
di estendere il discorso al problema più drammatico dell’editoria
moderna: il ruolo di committente nascosto svolto dal mercato e dall’ideologia
del largo consumo (Giovanna Cracco, pag. 14). Una logica che fa capo
all’uomo medio, ovvero a quella misteriosa coniugazione tra determinazioni
mercantili e istanze umane, elaborata dalle ciniche alchimie del marketing
(Felice Bonalumi, pag. 24). È lui il lettore che lo scrittore
medio insegue, spinto da un’invisibile – per quanto tangibile
– forma di committenza (Felice Accame, pag. 51). Fortuna vuole
che molti buoni libri riescano ancora a vedere la luce. Due in particolare,
La trattativa e Amici come prima, aiutano a intuire il futuro dell’Italia
dopo il risultato delle ultime consultazioni elettorali. Un orizzonte
su cui aleggiano il federalismo e i vantaggi che da esso trarranno Cosa
nostra e gli industriali del Nord (Walter G. Pozzi, pag. 7), veri beneficiari
della deregulation che ne seguirà, compreso l’inasprimento
delle future leggi mirate a regolamentare il mercato del lavoro e i
flussi dell’immigrazione (Erika Gramaglia, pag. 46). Dell’immondizia
si è parlato per convenienza elettorale. Con l’Unione Europea
che ringhia dietro la porta, i nuovi governanti dovranno presto trovare
una soluzione. Qualcuno consiglia di guardare oltre confine, con il
rischio che i nostri politici prendano spunto da una soluzione adottata
dagli Stati Uniti nel 1945 (Nicola Loda, pag. 65).
Le elezioni dello scorso aprile non hanno avuto nemmeno il merito di
distogliere l’attenzione dei media dalla ricorrenza dei quarant’anni
trascorsi dal ‘68. Tra uno slogan elettorale e l’altro qualche
articolo ha fatto capolino, e immediati sono esplosi il revisionismo
e la riesumazione di alcuni antichi leader. Tra questi, com’era
prevedibile, anche Mario Capanna (Antonio Steffenoni, pag. 19).
In un tale bailamme di parole, nessuno parla più delle guerre
nel mondo e della loro incidenza sulla vita degli individui. Conflitti
le cui dinamiche imperialistiche mostrano l’accentuarsi delle
contraddizioni del capitalismo (Fabio Damen, pag. 29). D’altro
canto, è normale. Il silenzio crea assuefazione, al punto che
nessuno risale
più con il pensiero all’11 settembre. L’unica certezza
rimane la caduta delle Twin Towers. Peccato nessuno più si chieda
chi sia stato a buttarle giù e perché (Davide Pinardi,
pag. 53).
SOMMARIO
Gli ignavi
di Daniele Patelli
EDITORIALE
Nadir
RESTITUZIONE PROSPETTICA
L’onorata società
di Walter G. Pozzi
IL RACCONTO
Canituccia
di Matilde Serao
POLEMOS
L’Arte per l’Arte:
non a Torino
di Giovanna Cracco
Il secondo ‘68 di Capanna
di Antonio Steffenoni
Homo medius
di Felice Bonalumi
Imperialismo e lotte nazionali
di Fabio Damen
INTERVISTA
Massimo Betti. Protocollo di opposizione
di Daniele Patelli
RACCONTI
La panchina di cemento
di Raffaella Brioschi
Il giglio
di Paolo Zardi
DURA LEX
La schizofrenia dell’accoglienza
di Erika Gramaglia
DIRE E CONDIRE
L’arte utilitaria e il realismo fantastico
di Felice Accame
VERITÀ AL TEMPO DELLA MOVIOLA
Perché quella casa è crollata
di Davide Pinardi
SOTTO I RI(F)LETTORI
La Storia degli ultimi
(recensione de Il pino e la rufola, Ezio Taddei)
di Luciana Viarengo
BUONE NUOVE
Manoscritto per uomini buoni,
ovvero l’anima buona di Pavel Dubrov
(recensione di Storia di un archivista, Travis
Holland)
di Luciana Viarengo
IN LIBRERIA
“Nel bozzolo dorato”
(G.Cracco)
“Il vento contro” (G.Cracco)
“Emigranti Esprèss” (L.Viarengo)
LE INSOLITE NOTE
Brian Eno – Discreet music
di Augusto Q. Bruni
PAROLE SULLA TELA
Andrea Ferrari: il mondo in una linea
di Chiara Carolei
VOCABOLARIO STORICO
Riciclaggio
- l’ecologismo ai tempi
della Guerra fredda
di Nicola Loda
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