
anno II, numero
6
febbraio - marzo 2008
Edizioni
paginauno
formato: 21 x 30 - pagg.
64
prezzo: 8,00 euro
ISSN: 1971343600006
Clicca sui titoli del sommario per leggere
gli articoli caricati online, oppure puoi ordinare
il numero 6 nel
formato cartaceo
Editoriale
La forma e la sostanza
Il ministro della Pubblica istruzione Fioroni si sta impegnando a
ri-formare la scuola. Il suo obiettivo prioritario consiste nel risolvere
il problema sostanziale dell’ignoranza degli studenti giunti
al termine del percorso scolastico, e per raggiungerlo, come prima
cosa, riesuma gli esami a settembre. Di rivedere il programma di studi
umanistici non se ne parla, perché ciò significherebbe
ri-fondare (sostanza) e non ri-formare (forma). Per cui resteranno
D’Annunzio, Pascoli, Prezzolini, una lettura edulcorata della
storia del Risorgimento e del fascismo (che taccia le responsabilità
dei capitalisti nella sua affermazione), e un percorso di filosofia
assai poco laico. E diventeranno sempre più marginali le materie
non scientifiche.
Non è quindi un caso che il problema della società italiana
– adulti e piccini, maschi e femmine – sia profondamente
culturale e qualitativo. Una lacuna su cui la classe dirigente poggia
buona parte delle proprie fortune. Ecco allora, che Letizia Moratti
può parlare di riconciliazione tra partigiani e repubblichini,
ben sapendo quanto poco conoscano gli italiani di che cosa siano stati
storicamente la Resistenza e il primo dopoguerra (Walter G. Pozzi),
e perpetuare così la negazione di un conflitto di classe tuttora
fortemente presente; ecco che la stampa può mostrare l’attuale
scontro tra politica e magistratura come un problema di democrazia,
e non ricordare quanto, in un passato assai recente, la complicità
tra le due istituzioni, della democrazia abbia fatto strame (Giovanna
Cracco); ecco che la sinistra può accettare un decreto sicurezza
come quello contro rom e rumeni, nel totale stravolgimento di quei
principi politici che soli le conferirebbero ragione di esistere,
senza per questo crollare nei consensi del proprio elettorato (Luciana
Viarengo). Elaborazione giuridica, quest’ultima, che riveste
il concetto di giustizia di inquietanti connotazioni vendicative (Adriano
Pasquali). Per non parlare della violenza contro le donne, argomento
trattato come un problema di forma legislativa e sempre meno come
risultato del deficit culturale di una società che rifiuta
una parità di sostanza tra uomo e donna (Giovanna Baer). Infine,
a sottolineare la sinonimia politica di forma e sostanza, Erika Gramaglia
illustra il lungo cammino della libertà d’informazione
televisiva, e come le leggi siano riuscite via via a spacciare un
sostanziale monopolio televisivo, per un formale pluralismo informativo.
Tanto da fare scadere in maniera drammatica l’attuale dibattito
sulla riforma della Rai e sulla sua depoliticizzazione, a livello
di barzelletta (Steffenoni).
Clicca sui titoli del sommario per
leggere gli articoli caricati online, oppure puoi ordinare
il numero 6 nel
formato cartaceo
|