Editoriale
La forma e la sostanza
Il ministro della Pubblica istruzione Fioroni si sta impegnando a ri-formare
la scuola. Il suo obiettivo prioritario consiste nel risolvere il problema
sostanziale dell’ignoranza degli studenti giunti al termine del
percorso scolastico, e per raggiungerlo, come prima cosa, riesuma gli
esami a settembre. Di rivedere il programma di studi umanistici non
se ne parla, perché ciò significherebbe ri-fondare (sostanza)
e non ri-formare (forma). Per cui resteranno D’Annunzio, Pascoli,
Prezzolini, una lettura edulcorata della storia del Risorgimento e del
fascismo (che taccia le responsabilità dei capitalisti nella
sua affermazione), e un percorso di filosofia assai poco laico. E diventeranno
sempre più marginali le materie non scientifiche.
Non è quindi un caso che il problema della società italiana
– adulti e piccini, maschi e femmine – sia profondamente
culturale e qualitativo. Una lacuna su cui la classe dirigente poggia
buona parte delle proprie fortune. Ecco allora, che Letizia Moratti
può parlare di riconciliazione tra partigiani e repubblichini,
ben sapendo quanto poco conoscano gli italiani di che cosa siano stati
storicamente la Resistenza e il primo dopoguerra (Walter G. Pozzi),
e perpetuare così la negazione di un conflitto di classe tuttora
fortemente presente; ecco che la stampa può mostrare l’attuale
scontro tra politica e magistratura come un problema di democrazia,
e non ricordare quanto, in un passato assai recente, la complicità
tra le due istituzioni, della democrazia abbia fatto strame (Giovanna
Cracco); ecco che la sinistra può accettare un decreto sicurezza
come quello contro rom e rumeni, nel totale stravolgimento di quei principi
politici che soli le conferirebbero ragione di esistere, senza per questo
crollare nei consensi del proprio elettorato (Luciana Viarengo). Elaborazione
giuridica, quest’ultima, che riveste il concetto di giustizia
di inquietanti connotazioni vendicative (Adriano Pasquali). Per non
parlare della violenza contro le donne, argomento trattato come un problema
di forma legislativa e sempre meno come risultato del deficit culturale
di una società che rifiuta una parità di sostanza tra
uomo e donna (Giovanna Baer). Infine, a sottolineare la sinonimia politica
di forma e sostanza, Erika Gramaglia illustra il lungo cammino della
libertà d’informazione televisiva, e come le leggi siano
riuscite via via a spacciare un sostanziale monopolio televisivo, per
un formale pluralismo informativo. Tanto da fare scadere in maniera
drammatica l’attuale dibattito sulla riforma della Rai e sulla
sua depoliticizzazione, a livello di barzelletta (Steffenoni).
Sommario
EDITORIALE
La forma e la sostanza
RESTITUZIONE PROSPETTICA
Letizia nel paese delle convergenze parallele
di Walter G. Pozzi
IL RACCONTO
La morte addosso
di Luigi Pirandello
POLEMOS
Majority Report
di Luciana Viarengo
Vendetta e/o Giustizia - Tra letteratura e cronaca
di Adriano Pasquali
Misura per misura, a misura di Stato
di Giovanna Cracco
Botte, una storia d’amore
di Giovanna Baer
CONCORSO CONTRORACCONTO 2007
Stoccolma
di Paolo Zardi
DURA LEX…
Il monopolio del pluralismo
di Erika Gramaglia
FILO/LOGICO
La violenza ultras:una prospettiva sociologica
di Andrea Villa
LE INSOLITE NOTE
Vernon Reid & Masque: Mistaken Identity
di Augusto Q. Bruni
SOTTO I RI(F)LETTORI
Quando il Verbo si fa carne
(recensione de La
messa dell’uomo disarmato, Luisito Bianchi)
di Luciana Viarengo
BUONE NUOVE
David non può decapitare Golia
(recensione de Nella sua infanzia, un giardino,
Christoph Hein)
di Luciana Viarengo
IN LIBRERIA
“Ragazze”
(Lu.Vi)
“Alluminio”(F.Frediani)
“La sovversiva”(G.C.)
INTERVISTA
Un fiume di libri attraverso l’oceano
di Luciana Viarengo
PAROLE SULLA TELA
Questo è un quadro
di Chiara Carolei
CORIANDOLI
Ris e res
Postmoderno
Conflitto di interessi
di Antonio Steffenoni
VOCABOLARIO STORICO
Guerra biologica
di Nicola Loda
Populismo
di Manuel Pozzi e Valerio Tiezzi
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