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Numero 1, febbraio - marzo 2007

 

Coriandoli

 

NO AUDITEL.

Trovato finalmente chi potrà adeguatamente sostituire l’Auditel e i focus group e aiutare così gli investitori pubblicitari e le agenzie di pubblicità a decidere quanto e come e dove investire i propri soldi e quale tipo di creatività scegliere per i propri “consigli per gli acquisti”.
È stato scoperto, infatti, un uomo non ancora condizionato né dall’ascolto né dalla visione della TV. Un uomo perfettamente impermeabile - fino a oggi - al bombardamento mediatico e quindi in grado di opporre a tutto ciò che proviene dal mondo dell’immagine un atteggiamento primordiale, vergine, intoccato.
In altri termini esiste un uomo perfetto per studiarne - da oggi - le reazioni al messaggio pubblicitario e televisivo. Un uomo le cui reazioni non sono state finora “truccate” e intossicate dalla valanga comunicativa degli ultimi decenni.
Non se ne conosce il nome ma non sarà difficile scovarlo. Sappiamo che vive nel comasco, che di professione fa il portiere di un centro per anziani, che ha un forte senso del dovere e della propria missione, che è prima di tutto quella di proteggere la pace e la sicurezza degli ospiti del centro.
È l’uomo che il 21 ottobre di quest’anno ha opposto un secco no all’attore George Clooney che, senza preavviso, si era presentato alla porta del centro con l’intenzione di portare regali e giochi agli anziani, per puro spirito di servizio. L’uomo, non riconoscendo nel motociclista vestito di pelle nera il divo holliwoodiano, ha opposto un secco rifiuto alla sua richiesta di entrare.
Le cose non sono cambiate quando il divo americano si è presentato: per il semplice motivo che l’ineffabile ed efficientissimo portiere non sapeva neanche chi fosse George Clooney. Non l’aveva mai visto. E quello che gli stava di fronte, pertanto, poteva essere un qualsiasi malintenzionato.
Auditel, addio.

CARA, VECCHIA LOGICA.

Secondo vocabolario la “Logica” dovrebbe essere: “coerenza e rigore del ragionamento”.
Dovrebbe essere, insomma, una sana abitudine da praticare nella vita quotidiana. Da parte di tutti. Umili e potenti. Ma è così?
Lasciamo da parte, per un momento, la vita privata, partendo dal presupposto che, in quella, ognuno può fare quello che gli pare, ivi compreso un uso diciamo così “allegro” della logica. Proviamo, piuttosto, a vedere se ne fanno uso i potenti nella vita pubblica, quella che riguarda e colpisce tutti quanti.
Un esempio: i quotidiani e le TV sono pieni di critiche aspre e preoccupate rivolte dagli USA e dall’Europa a Corea del nord e Iran che possiedono, o dicono di possedere, le armi nucleari e che minaccerebbero in questo modo l’Occidente. Giusto, chiaro. E’ ovvio che chi possiede le armi atomiche detiene un potere di ricatto e di minaccia tremendo nei confronti di chi le armi atomiche non le possiede. Il ragionamento non fa una grinza. Logica ferrea.
Ma c’è un ma. Ed è grosso come una casa, tanto da far dubitare che il pensiero di chi esprime tali preoccupazioni obbedisca alla definizione da vocabolario di logica.
Ricordate?: “coerenza e rigore del ragionamento”. Dov’è questa coerenza e dov’è questo rigore se chi minaccia di ritorsioni e di attacchi militari Corea del nord e Iran possiede a sua volta un intero arsenale nucleare e se uno di questi - gli USA - è addirittura l’unico stato al mondo ad averne fatto uso quando ha deciso che una guerra mondiale andava chiusa?
Dovremo avvisare i curatori dei vocabolari della lingua italiana che l’opinione pubblica - ivi compresi giornalisti e commentatori - ha cambiato idea, quanto alla definizione di logica, visto che nessuno, né giornalisti né lettori né esimi esperti di politica internazionale, solleva una sola parola in merito.


LA RIVINCITA DELLA SINEDDOCHE.

Ci avevano insegnato, un tempo, a tenerci lontani dalla sineddoche, ovvero dall’abitudine - pericolosa - di indicare il tutto con una sua parte. Ci avevano fatto capire che non stava bene e per essere più chiari ci avevano spiegato, con raccapriccio, la più diffusa delle sineddoche, quella che gli uomini di dubbio gusto usano per indicare una donna.
Ma la buona abitudine sembra persa.
C’è una corrente di pensiero che non smette di farne uso. Provate a dire a qualcuno che non apprezzate le posizioni e l’operato del governo di Israele e in un attimo vi arriverà tra capo e collo, ma più probabilmente in testa, una sineddoche visto che vi diranno che ce l’avete con lo Stato di Israele e, per portare la sineddoche all’estremo, che siete un antisemita mentre voi ce l’avevate, al massimo, con quel 40% dei cittadini dello Stato di Israele che hanno votato e che sostengono l’attuale governo e la sua politica.
Non serve a niente ricordare che ci sono un 60% di cittadini israeliani che la pensano esattamente come voi e che difficilmente potrebbero essere definiti antisemiti. Non vi ascolteranno. La sineddoche ha vinto.

Antonio Steffenoni

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È uscito il numero 18
giugno / settembre 2010

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