| NO AUDITEL.
Trovato finalmente chi potrà adeguatamente
sostituire l’Auditel e i focus group e aiutare così gli
investitori pubblicitari e le agenzie di pubblicità a decidere
quanto e come e dove investire i propri soldi e quale tipo di creatività
scegliere per i propri “consigli per gli acquisti”.
È stato scoperto, infatti, un uomo non ancora condizionato
né dall’ascolto né dalla visione della TV. Un
uomo perfettamente impermeabile - fino a oggi - al bombardamento mediatico
e quindi in grado di opporre a tutto ciò che proviene dal mondo
dell’immagine un atteggiamento primordiale, vergine, intoccato.
In altri termini esiste un uomo perfetto per studiarne - da oggi -
le reazioni al messaggio pubblicitario e televisivo. Un uomo le cui
reazioni non sono state finora “truccate” e intossicate
dalla valanga comunicativa degli ultimi decenni.
Non se ne conosce il nome ma non sarà difficile scovarlo. Sappiamo
che vive nel comasco, che di professione fa il portiere di un centro
per anziani, che ha un forte senso del dovere e della propria missione,
che è prima di tutto quella di proteggere la pace e la sicurezza
degli ospiti del centro.
È l’uomo che il 21 ottobre di quest’anno ha opposto
un secco no all’attore George Clooney che, senza preavviso,
si era presentato alla porta del centro con l’intenzione di
portare regali e giochi agli anziani, per puro spirito di servizio.
L’uomo, non riconoscendo nel motociclista vestito di pelle nera
il divo holliwoodiano, ha opposto un secco rifiuto alla sua richiesta
di entrare.
Le cose non sono cambiate quando il divo americano si è presentato:
per il semplice motivo che l’ineffabile ed efficientissimo portiere
non sapeva neanche chi fosse George Clooney. Non l’aveva mai
visto. E quello che gli stava di fronte, pertanto, poteva essere un
qualsiasi malintenzionato.
Auditel, addio.
CARA, VECCHIA LOGICA.
Secondo vocabolario la “Logica” dovrebbe
essere: “coerenza e rigore del ragionamento”.
Dovrebbe essere, insomma, una sana abitudine da praticare nella vita
quotidiana. Da parte di tutti. Umili e potenti. Ma è così?
Lasciamo da parte, per un momento, la vita privata, partendo dal presupposto
che, in quella, ognuno può fare quello che gli pare, ivi compreso
un uso diciamo così “allegro” della logica. Proviamo,
piuttosto, a vedere se ne fanno uso i potenti nella vita pubblica,
quella che riguarda e colpisce tutti quanti.
Un esempio: i quotidiani e le TV sono pieni di critiche aspre e preoccupate
rivolte dagli USA e dall’Europa a Corea del nord e Iran che
possiedono, o dicono di possedere, le armi nucleari e che minaccerebbero
in questo modo l’Occidente. Giusto, chiaro. E’ ovvio che
chi possiede le armi atomiche detiene un potere di ricatto e di minaccia
tremendo nei confronti di chi le armi atomiche non le possiede. Il
ragionamento non fa una grinza. Logica ferrea.
Ma c’è un ma. Ed è grosso come una casa, tanto
da far dubitare che il pensiero di chi esprime tali preoccupazioni
obbedisca alla definizione da vocabolario di logica.
Ricordate?: “coerenza e rigore del ragionamento”. Dov’è
questa coerenza e dov’è questo rigore se chi minaccia
di ritorsioni e di attacchi militari Corea del nord e Iran possiede
a sua volta un intero arsenale nucleare e se uno di questi - gli USA
- è addirittura l’unico stato al mondo ad averne fatto
uso quando ha deciso che una guerra mondiale andava chiusa?
Dovremo avvisare i curatori dei vocabolari della lingua italiana che
l’opinione pubblica - ivi compresi giornalisti e commentatori
- ha cambiato idea, quanto alla definizione di logica, visto che nessuno,
né giornalisti né lettori né esimi esperti di
politica internazionale, solleva una sola parola in merito.
LA RIVINCITA DELLA SINEDDOCHE.
Ci avevano insegnato, un tempo, a tenerci lontani
dalla sineddoche, ovvero dall’abitudine - pericolosa - di indicare
il tutto con una sua parte. Ci avevano fatto capire che non stava
bene e per essere più chiari ci avevano spiegato, con raccapriccio,
la più diffusa delle sineddoche, quella che gli uomini di dubbio
gusto usano per indicare una donna.
Ma la buona abitudine sembra persa.
C’è una corrente di pensiero che non smette di farne
uso. Provate a dire a qualcuno che non apprezzate le posizioni e l’operato
del governo di Israele e in un attimo vi arriverà tra capo
e collo, ma più probabilmente in testa, una sineddoche visto
che vi diranno che ce l’avete con lo Stato di Israele e, per
portare la sineddoche all’estremo, che siete un antisemita mentre
voi ce l’avevate, al massimo, con quel 40% dei cittadini dello
Stato di Israele che hanno votato e che sostengono l’attuale
governo e la sua politica.
Non serve a niente ricordare che ci sono un 60% di cittadini israeliani
che la pensano esattamente come voi e che difficilmente potrebbero
essere definiti antisemiti. Non vi ascolteranno. La sineddoche ha
vinto.
Antonio Steffenoni |