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Giuseppe Ciarallo
(articoli)

 

DanteSka

Intento a bere birra in un losco locale, l’Autore si vede comparire davanti Dio in persona con una missione per lui: Io voglio un reportage giù dall’inferno / per poi mostrare ai folli simil tuoi / quant’è inumano il lor viver moderno / da miseri, intruppati come buoi.
Scelto Dostoevskij come proprio Virgilio e imboccato l’ingresso per gli inferi – la latrina del locale – il novello Dante inizia il suo viaggio nei gironi della politica del XXI secolo. Da Berlusconi a Di Pietro, da Veltroni a Bossi passando per Casini, Fini, Rutelli; i falsi e gli arroganti, i traditori e i voltagabbana, i Giano bifronte della Cultura e dell’informazione; papa-boy, ex comunisti, ex fascisti, xenofobi e razzisti che cianciano di radici cristiane e celtiche. Di girone in girone, guadagnar la via “a rivedere le stelle” non è facile: Fiumane di borghezi e buttiglioni / ci spingono e s’aggrappan forte a noi, / cicchitti, giovanardi e anche maroni / voraci come fosser avvoltoi; / gasparri, pecorelli e anche ghidini / vaganti per quel luogo disadorno, / storaci, calderoli e taormini / ci ostacolano il passo del ritorno.
Illustrata dalle tavole di Manlio Truscia, DanteSka è una satira irriverente e viscerale che si scaglia contro l’arroganza dei potenti; è la risata che li seppellirà.

 

DanteSka, Giuseppe Ciarallo, Edizioni paginauno, 2011

leggi la scheda del libro e le recensioni

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Sorci verdi
Storie di ordinario leghismo

Nel 1936, la 205esima squadriglia della Regia aeronautica adottò come stemma tre sorci verdi. Da lì "Ti faccio vedere i sorci verdi" significa dare filo da torcere, sconfiggere, umiliare. Negli ultimi venti anni la Lega Nord ha certamente fatto vedere “i sorci verdi” all’Italia. Le sue campagne, i suoi motti, la sua propaganda hanno permeato il sentire popolare affermando una vera e propria egemonia culturale.
Quando le amministrazioni leghiste del Nordest hanno cercato di mettere al bando libri di autori italiani che in parte sono presenti in questo volume, è scattata una reazione collettiva che ha prodotto iniziative e dibattiti: “Scrittori contro il rogo”, attorno all’idea che i “roghi” costituiscano un colpo pesante alla democrazia. Sempre, a prescindere dal motivo che li ispira.
Ne è nata un’impresa collettiva e “militante”, questa, che ci restituisce con mirabile precisione quella cultura quotidiana, spesso metodica e paziente, che ha imbarbarito le relazioni sociali e umane e modificato il tessuto civile di questo paese.
“Sorci verdi” è un libro di racconti, non un saggio politico.
Uno spaccato di (dis)umanità, a volte descritto con ironia e leggerezza, come se una cinepresa fosse piantata negli occhi dei protagonisti, per raccontare un mondo di ordinario razzismo. Un libro che colpisce allo stomaco e spesso lo oltrepassa. E che, nonostante la fantasia e l’invenzione dei suoi personaggi, racconta un’Italia vera.

Autori: Giulia Blasi, Annalisa Bruni, Giuseppe Ciarallo, Giovanna Cracco, Alessandra Daniele, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Angelo Ferracuti, Fabrizio Lorusso, Davide Malesi, Stefania Nardini, Valeria Parrella, Walter G. Pozzi, Alberto Prunetti, Stefano Tassinari, Massimo Vaggi, Lello Voce.

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Sorci verdi. Storie di ordinario leghismo, AA.VV., Edizioni Alegre, 2011

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Amori a serramanico

Strani sentimenti usati come artigli retrattili di felino. Amori minacciosi, puntati con rancore alla gola come coltelli taglienti e acuminati. Amori a serramanico, appunto. Ventitré racconti, ventitré cocktail di situazioni a volte surreali sapientemente shakerate, dove ogni emozione, ogni sensazione si trasforma continuamente nel suo contrario, dove vittime e carnefici si confondono, ognuno irrinunciabilmente innamorato del ruolo assegnatogli dalla sorte.
Recita un detto contadino: "Vuota il bicchiere pieno, riempi il bicchiere vuoto. Non lasciarlo mai pieno, non lasciarlo mai vuoto". Perfetta immagine questa, di un concetto nostrano di Taoismo, che ben illustra l'inesorabile fluire dell'esistenza. I personaggi dei racconti di Ciarallo trasformano la loro vita in quel bicchiere, e continuano a riempirla, la vita, fin quasi a scoppiare, per poi fermarsi, svuotarsi, riprendere fiato e ricominciare tutto daccapo. L'autore, con l'ironia che sa essere ormai l'unico elemento salvifico di questo tragicomico fine millennio, li spia muoversi come se fosse nascosto dietro una telecamera, e riprende immagini ora fuggevoli, ora ciniche e violente, in un affermarsi continuo di quella costante ridda di contraddizioni che sembra da sempre costituire il destino di ogni uomo.

 

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Amori a serramanico, Giuseppe Ciarallo, Tranchida editore, 1999

 

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Racconti per sax tenore

E' possibile dialogare con il proprio sax? C'è come un filo sottilissimo che lega i nove racconti di questa raccolta e i personaggi in essi contenuti: la solo apparente normalità della vita quotidiana che, vista da diverse prospettive, rivela sfaccettature tutt'altro che rassicuranti. I protagonisti infatti, sospesi tra l'orribile e il magnifico, appaiono, come tutti noi, a volte uomini, a volte mostri vivendo ridicole manie, "normali" cattiverie, piccole e grandi follie, alla continua ricerca di quell'equilibrio, di impossibile realizzazione, tra odio e amore, tra bene e male. Con un linguaggio diretto e senza orpelli, emerge la quotidiana filosofia che impone l'imperativo di non prendersi troppo sul serio, mai. Quella filosofia che vorrebbe l'uomo talmente importante da essere messo al centro dell'universo, ma che lo rende invece talmente piccolo da risultare inesorabilmente insignificante.

 

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Racconti per sax tenore, Giuseppe Ciarallo, Tranchida editore, 1994

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