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| Giorgio Galli |
|
All'inizio del terzo millennio, il pensiero politico
occidentale si trova di fronte a due posizioni. Una parte dei suoi
rappresentanti ritiene che la democrazia abbia sempre funzionato
bene e che continuerà a funzionare bene in futuro, come modello
da proporre all'intero pianeta. Un'altra parte, invece, ritiene
che tale modello, pur avendo raggiunto grandi risultati nel migliorare
il livello di vita e garantire i diritti, sia attualmente in difficoltà.
Per due ragioni: perché i cittadini controllano poco e male
il potere politico, e sono schiavi di quello economico (come dimostra
la storia degli ultimi due secoli, sino alla crisi attuale); e perché
i fattori razionali ne hanno emarginati altri, propri del nostro
patrimonio collettivo (emozioni, archetipi, antichi saperi). Questo
libro si colloca nella corrente di pensiero che sottolinea le difficoltà.
Racconta come siamo giunti a una situazione critica, nel corso dei
millenni, con uno sviluppo iniziato con Erodoto per giungere a Rawls,
Bauman, e Beck. Questa situazione critica ci pone di fronte a un
bivio, che il maggior politologo dello scorso secolo, lo statunitense
Robert Dahl, pone in questi termini: la democrazia dei nostri successori
non sarà quella dei nostri predecessori; cambierà
comunque. O evolverà verso una maggiore partecipazione dei
cittadini al controllo del potere (politico ed economico); o subirà
una involuzione sempre più oligarchica, con il potere esercitato
da esigue minoranze, sempre più ridotte. Il pensiero politico occidentale. Storie e prospettive, Giorgio Galli, Baldini Castoldi Dalai, 2010
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Questo libro nasce da una telefonata, un incontro
personale e un manoscritto. La telefonata avviene tra Paolo Rumor,
discendente dell'omonima famiglia protagonista di molte vicende
della Democrazia Cristiana, e Giorgio Galli, il massimo esperto
italiano dei rapporti tra esoterismo e politica. Oggetto della telefonata
e del successivo incontro tra i due è un manoscritto per
molti versi sconcertante. Si tratta di un ampio segmento delle "memorie
riservate" di Giacomo Rumor, padre di Paolo ed esponente di
punta della DC del dopoguerra. Al centro del memoriale vi è
la collaborazione tra Rumor senior (fiduciario di monsignor Montini,
futuro papa Paolo VI) e Maurice Schumann, insigne statista francese
all'epoca del Trattato di Roma (1957), cioè del primo concreto
passo verso l'Unione Europea. Dalle pieghe di questa sinergia emergono
confidenze a dir poco inquietanti: dietro il lavoro diplomatico
che porta al Trattato sembrano nascondersi alcune centrali occulte,
portatrici di una loro idea unitaria di Europa, con sensibili interferenze
non solo della Cia e del Vaticano, ma anche di misteriosi, antichissimi
circoli esoterici... L'altra Europa. Miti, congiure ed enigmi all'ombra dell'unificazione europea, Paolo Rumor, Giorgio Galli, Loris Bagnara, Hobby & Work Publishing, 2010
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Partendo da un concetto definito da Jung nel 1950, quello di sincronicità, Giorgio Galli propone un'analisi della realtà politica italiana e internazionale dell'ultimo secolo, attraverso l'individuazione di "coincidenze significative" fra gli eventi della storia. Esse, secondo lo psicoanalista svizzero, riguarderebbero fatti non vincolati da un rapporto di causa ed effetto (l'uno non è la conseguenza dell'altro) ma caratterizzati appunto da sincronicità (avvengono nello stesso tempo), e che presenterebbero un'evidente comunanza di significato. Muovendo dalla suggestiva intuizione junghiana, Galli individua nelle coincidenze significative il prodotto di un "gruppo di eventi schierati attorno a un centro", la cui decifrazione coincide con il tentativo di mettere ordine in una realtà sempre più difficile da decodificare secondo i canoni tradizionali della causalità. La storia e la cronaca offrono numerosi e sorprendenti esempi di "coincidenze" - quelle che legano Matteotti, Mussolini e Moro, ma anche la strage di piazza Fontana, gli Ufo e il caso Calvi; oppure quelle che caratterizzano la politica estera statunitense da Reagan a Obama, passando per l'attacco alle Twin Towers -, che l'occhio esperto di Galli individua facendo emergere relazioni inattese e "misteriose", ma proprio per questo intriganti. Al lettore l'invito e la sfida a coglierne altre. Le coincidenze significative. Da Lovecraft a Jung, da Mussolini a Moro, la sincronicità e la politica, Giorgio Galli, Lindau, 2010
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Esiste una tradizione esoterica occidentale? Sotto
quali forme si manifesta? Qual è il rapporto tra questa cultura
"altra" e le diverse forme politiche di matrice razionalistica
dell'Occidente? E tra esoterismo e nazismo? Hitler e i vertici del
partito erano in possesso di una dottrina segreta? Che cosa è
invece possibile dire riguardo alle altre dittature del XX secolo?
E in che modo, oggi, la democrazia rappresentativa si rapporta a
questa cultura alternativa? Frutto di cinque anni di lavoro, questo
libro è molto più di un tentativo di rispondere alle
domande su una tradizione occidentale occulta, dai contorni ancora
incerti: è un viaggio appassionato e appassionante dalle
origini del sapere umano fino ai giorni nostri, che, affacciandosi
sul futuro prossimo, disegna un suggestivo panorama del mondo attuale. Intervista sul nazismo magico, Giorgio Galli, Paolo A. Dossena, Lindau, 2010
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Se oggi si chiedesse a un cittadino italiano, anche di sinistra, anche se discretamente informato, se le vittime di Stalin siano state tre o trenta milioni, quasi certamente direbbe trenta. Il dato è illuminante di quanto la storiografia liberaldemocratica ma anche l'antistalinismo di sinistra abbiano influenzato l'immaginario collettivo, tramandando il mito di un dittatore sanguinario e paranoico. Sia chiaro che anche solo un milione di vittime di una strategia politica errata e disastrosa sarebbero sufficienti a darne un giudizio negativo. È oggi cruciale, a maggior ragione in questa fase di afasia della sinistra, valutare la portata esatta di quel fenomeno che fu lo stalinismo per trarne le necessarie conclusioni in sede politologica e storica. È lo scopo che si prefigge questo pamphlet di Giorgio Galli dalla duplice natura: quella storiografica, volta a dirimere l'annosa querelle sulle "cifre", e quella politica, in cui si offrono spunti di riflessione per far superare il senso di vergogna e di colpa che paralizza i leader della sinistra. Nessun dubbio che quello stalinista sia stato un regime di stragi e persecuzioni di massa. Ma Stalin è responsabile di nove milioni di vittime nel contesto storico delle due guerre mondiali del Novecento, non scatenate dal comunismo, che hanno provocato settantacinque milioni di morti. Oggi la sinistra per rinvigorire questa democrazia non deve richiamarsi al liberalismo dell'Ottocento ma inventare quello del XXI secolo, più equo e democratico. Stalin e la sinistra: parlarne senza paura, Giorgio Galli, Baldini Castoldi Dalai, 2009
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Hannah Arendt, prendendo spunto dal processo Eichmann, definiva il nazismo "la banalità del male". Ora, se la manifestazione del male può essere considerata tragicamente ordinaria, a non esserlo, di certo, è la sua genesi più riposta. Una conferma in tal senso ci viene dallo stesso nazismo, il quale non è spiegabile fino in fondo con gli strumenti classici delle scienze umane. Ne è persuaso ormai da un trentennio Giorgio Galli, il famoso politologo italiano e il precursore degli studi sui rapporti tra magia e politica. In questo libro-intervista, Galli raccoglie, scompone e ricompone tutti gli elementi che lo hanno convinto della "centralità" dell'esoterismo nel pensiero e nella prassi nazista: Hess, Rosenberg e Himmler non rappresentano solo il lato ferocemente grottesco di un regime in cerca di un retaggio mistico-razziale che lo nobiliti, ma qualcosa di assai più importante; una cultura "magica" in grado, nel solco di una plurisecolare tradizione di pensiero "alternativo" (dai miti arcaici alla caccia alle streghe), di influenzare concretamente i processi decisionali della politica, con esiti di grandissima rilevanza storica. Scorrevole e incalzante, La svastica e le streghe è un viaggio nel cuore occulto della storia europea, alla ricerca di tutte quelle risposte sulla "banalità del male" che il razionalismo positivista non è capace di fornire appieno. La svastica e le streghe. Intervista sul Terzo Reich, la magia e le culture rimosse dell'Occidente, Giorgio Galli, Hobby & Work Publishing, 2009
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La Chiesa cattolica, mediante il catechismo, pretende di insegnare la verità e di combattere il relativismo, ma ammette che tale verità è basata su un insondabile "mistero" di carattere "divino". Il fatto che sia divino non attenua la misteriosità del mistero, e come il mistero possa diventare verità è un mistero ulteriore... Nessuno studioso biblico crede che "il libro" sia la parola di Dio, e tutti ne contestano il contenuto dal punto di vista storico; Abramo e Mosè non sono mai esistiti... «Da anziano neo-illuminista del XXI secolo quale sono», scrive Galli, «non posso certo propormi di dissuadere più di un miliardo di cattolici che trovano ragione di conforto nel Catechismo. Però ritengo doveroso oppormi alla pretesa di chi, in nome di un sistema di credenze senza basi logiche, vorrebbe imporre alla collettività tutta comportamenti, modi di vita, scelte politiche e sociali che non sono validi più di altri per il solo fatto di avere radici in antiche mitologie». Non credo. Lettura critica del nuovo catechismo della Chiesa cattolica, Giorgio Galli, Kaos, 2008
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"Credere, obbedire, combattere" era uno dei precetti più bellicosi del 'catechismo' fascista. Imperativo categorico teso a esprimere un disprezzo assoluto per la democrazia rappresentativa, aveva il pregio (forse involontario) di sbandierare l'asserito carattere totalitario del Regime sorto con la Marcia su Roma. In realtà, a prescindere dagli slogan marziali, il fascismo italiano fu un fenomeno assai complesso e ambivalente. Nato da una scheggia del movimento socialista e forgiato nel primo dopoguerra, lo Stato mussoliniano tentò l'impossibile - creare un'alternativa al comunismo e alle democrazie liberali - e finì per cadere vittima delle sue stesse contraddizioni. Dalla nascita dei Fasci di combattimento (1919) al drammatico epilogo di piazzale Loreto (1945), il saggio di Giorgio Galli ripercorre tutte le tappe fondamentali dell'esperienza fascista, illuminandone non solo i percorsi fattuali ma anche i risvolti filosofici, nel tentativo di dare una risposta alla domanda cruciale: cosa è davvero stato il fascismo italiano? E oggi cosa ne rimane? Credere obbedire combattere. Storia, politica e ideologia del fascismo italiano dal 1919 ai giorni nostri, Giorgio Galli, Hobby & Work Publishing, 2008
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Per la grande quantità di dati, il libro può considerarsi una vera e propria enciclopedia dei partiti europei, che concerne tutti i 27 Paesi dell'Unione. Dall'origine, nel Parlamento inglese che decapitò Carlo I Stuart, sino ai primi eventi del 2008, leader, congressi e attività legislativa tracciano un panorama dell'evoluzione da comitati elettorali a strutture di insediamento sociale, dall'ascesa dei partiti di massa al loro parziale declino nell'età informatica. Una casistica imponente consente due precise interpretazioni: i partiti, come incontro tra élite intellettuali e comportamenti collettivi per l'ampliamento dei diritti civili e il miglioramento dei livelli di vita; il bipolarismo per consentire alternative tra conservazione e progresso e il suo declino, in vista di una ricollocazione determinata dal le tematiche ambientali e climatiche. I partiti europei. Storia e prospettive dal 1649 a oggi, Giorgio Galli, Baldini Castoldi Dalai, 2008
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Partendo da un'ipotesi sviluppata in un testo del
1962 divenuto un classico della politologia (I colonnelli della
guerra rivoluzionaria), ossia che i successi del sistema sovietico
potessero favorire svolte autoritarie nelle democrazie rappresentative
occidentali anche per il ruolo che vi avrebbero potuto esercitare
le élite militari formatesi nello scontro di decolonizzazione
seguito alla II Guerra mondiale, oggi Giorgio Galli ne affronta
una rilettura in relazione all'influenza di tali gruppi di potere
sulle società occidentali fra gli anni '60 e '80 del XX secolo
(in particolare con gli episodi francesi del 1968, del Portogallo
nel 1974 e della Spagna nel 1981, insieme alla complessa situazione
statunitense), lungo un percorso che, venuta meno la contrapposizione
bipolare Usa-Urss, ci porta agli odierni mutati assetti geopolitici
mondiali. Con la fine dell'autoritarismo comunista non si è
tuttavia esaurito il modello statuale autoritario, prevalente nel
mondo multipolare, dagli Usa alla Russia, dalla Cina all'India,
sicché - rileva l'Autore - i criteri politologici di mezzo
secolo fa resistono dopo il crollo sovietico, pur non sussistendo
il rischio di reali derive autoritarie nell'Occidente vincitore
della Guerra Fredda. Mutamenti, dunque, ma anche continuità:
l'elemento di continuità è la relazione fra la democrazia
occidentale che non si è estesa e altre aree culturali, dove
rimane determinante il potere militare: il mondo islamico, coi rapporti
tra pensiero militare e fondamentalismo; e quello latino-americano,
col rapporto tra quel pensiero e il populismo. La democrazia e il pensiero militare, Giorgio Galli, Editrice Goriziana, 2008
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La lotta armata ha avuto vita così lunga in Italia per due precise ragioni, spesso considerate separatamente da osservatori e studiosi. Capire la sua storia è impossibile senza capire a fondo chi l'ha combattuta, come e con quali fini. Se da un lato il progetto rivoluzionario brigatista ha goduto nei primi anni Settanta di un certo consenso, poi estintosi col mutare delle condizioni del paese, dall'altro lato è sopravvissuto per tanti anni grazie alla "lentezza" dell'azione repressiva dei servizi di sicurezza che, come il libro documenta ampiamente, sin dal 1972 potevano debellare ogni nucleo armato. Finite le Br storiche, oggi ci si chiede: com'è possibile che poche decine di irriducibili mal organizzati, peraltro già noti da tempo ai servizi, abbiano potuto assassinare D'Antona e Biagi, lasciato senza scorta malgrado le minacce risapute? E poi, è solo un "caso" che gli omicidi più eclatanti siano coincisi con momenti delicati della vita economico-politica del paese (per ultimo quello Biagi, piovuto come una bomba sullo scontro governo-sindacato per l'articolo 18)? Se poi si considera che dai tempi di De Lorenzo a oggi i servizi sono stati coinvolti nelle vicende più oscure della nostra storia, fino ai casi di Giuliana Sgrena e Abu Omar, si può capire perché la risposta all'eversione sia materia incandescente, che continua a inquinare il presente. Riflessione che Galli propone anche dopo gli arresti del 12 febbraio 2007, di cui si analizzano il significato e il contesto sociale. Piombo rosso. La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi, Giorgio Galli, Baldini Castoldi Dalai, 2007
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Perché Hitler ha attaccato la Polonia con
la convinzione che l'Inghilterra e la Francia non sarebbero intervenute,
trasformando così una guerra, che doveva essere limitata,
in un conflitto prima europeo e poi mondiale? Domanda inquietante,
alla quale gli storici hanno provato a dare risposte cercando di
individuare una logica in comportamenti che sembravano del tutto
estranei a qualsiasi logica. Giorgio Galli, invece, accetta la possibilità
che Hitler e il nazismo avessero una logica e una cultura proprie
e in questo libro dimostra come alcune radici culturali del nazismo
affondino in quegli antichi mondi di conoscenza che erano stati
sconfitti, ma non cancellati, dal pensiero scientifico del Cinquecento
e del Seicento e dall'Illuminismo. Hitler e il nazismo magico, Giorgio Galli, Bur Rizzoli, 2005 |