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dicembre 2011- gennaio 2012
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| Andrea Garbuglia |
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Cosa accomuna oggetti lontani – un mottetto, uno spartito illustrato, una miniatura – a cose oggi per noi ben più familiari come un film o un fumetto? Oggetti “da camera” i primi, prodotti di largo consumo questi ultimi, sembrerebbero destinati alle cure del filologo gli uni e gli altri alle attenzioni del massmediologo. Il volume di Andrea Garbuglia cerca una strada nuova, muovendo dalla semplice idea che questi, come tanti altri oggetti invisibili della quotidianità antica e moderna, siano “comunicati multimediali”; e, come tali, vadano studiati all’interno di una “teoria integrata dei linguaggi e dei testi” che nulla concede al feticismo e al narcisismo di altri approcci più noti. Sicché, individuato con arguzia il loro comun denominatore nell’elemento musicale, egli può descrivere i vari “comunicati” giovandosi di uno stile asciutto sempre e accattivante anche nelle parti in cui si addentra in analisi complicate. Come scrive Marco de Natale nella Postfazione: «il lavoro di Garbuglia risulta […] essere un passo significativo in direzione di una ‘essenza’ (se così la si può definire) della musica da sempre lasciata all’esaltante prospettiva magica, più tardi divinatoria, e ancora - in basso o in alto che si voglia - alle suggestioni di una corporeità che dissalda il nesso mind-body. […] La speranza - sia lecito dirlo - è che della novità epistemologica di tali ricerche si risenta l’eco nei Dipartimenti universitari di Filosofia, Lettere e Scienze umane entro cui, a mo’ di modesta appendice, si ritrovano a tutt’oggi gli studi musicali in dimensione storicistico-letteraria».
La comunicazione multimediale e la musica. Presupposti teorici e proposte analitiche, Andrea Garbuglia, eum edizioni, 2008 |