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Un po' nascoste, tra le carte private e le pubblicazioni regolari di Galileo Galilei, sopravvivono le tracce di un suo coinvolgimento nell'arte dell'astrologia: oroscopi compilati alla nascita delle figlie, pronostici circa il destino di personaggi famosi, dalle sorti del Granduca di Toscana all'ascesa di un nuovo regnante. Ed esistono, accanto a ciò, numerosi suoi interventi che mettono in ridicolo la lettura del futuro nelle stelle, che negano le antiquate visioni del cosmo e dimostrano errata - senza scampo - la dottrina astrologica nel suo insieme. Come si giustifica questo doppio profilo nell'uomo che ha compiuto ricerche e scoperte rivoluzionarie, che ha gettato le basi della scienza moderna e valorizzato la supremazia della razionalità e del pensiero critico? Quest'opera mette ordine circa le "debolezze" astrologiche di Galileo, riportando alla luce i documenti dell'epoca e affrontando, in maniera diretta e senza reticenze, il "lato oscuro" dello scienziato pisano. Proponendosi così come un contributo fondamentale alla conoscenza del personaggio, tra le cui opere è celebrato il cannocchiale, l'innovazione che ha ampliato l'orizzonte fisico e concettuale dell'umanità. La prefazione al volume è di Margherita Hack.
Oroscopi e cannocchiali. Galileo, gli astrologi e la nuova scienza, Andrea Albini, Avverbi edizioni, 2008 |
È uscito il numero 18
giugno / settembre 2010
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