È uscito il numero
32
aprile - maggio 2013
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Ai margini del castello
E se il mostro
fosse innocente?
Controcronaca
del processo
al chirurgo Brega Massone
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Massimo Battisaldo
Paolo Margini
Decennio rosso
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Sarajevo
novantadue
narrativa
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Senza ragione
narrativa
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E se il mostro
fosse innocente?
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anno IV, numero
18
Edizioni
paginauno
Leggi QUI l'editoriale e il sommario
Incipit di alcuni articoli contenuti nel numero Restituzione Prospettica Con il messaggio inviato all’autorità
giudiziaria, Elio Ciolini dimostra di essere a conoscenza di un progetto
eversivo mirato a costruire un “nuovo ordine generale” che
porterà vantaggi economico finanziari (che egli definisce “già
in corso”) ai responsabili. Un “nuovo ordine deviato massonico
politico culturale, attualmente basato sulla commercializzazione degli
stupefacenti”, per concludere che la “storia” si ripete
dopo quasi quindici anni e prospettando un ritorno alle strategie omicide
che i responsabili metteranno in atto “per conseguire i loro intenti
falliti. Ritornano come l’araba fenice”. ...
Polemos Secondo il rapporto Censis 2009 su Comunicazione e
media, il 59,1% degli italiani si affida alla televisione per informarsi
sull’attualità politica; quando si tratta di cronaca, la
televisione è l’unica fonte d’informazione per il
72,4%. Per scegliere chi votare, il 69,3% si forma un’opinione
sulla base delle informazioni ricevute dai telegiornali e il 30,6% segue
i programmi giornalistici televisivi di approfondimento. Ogni personale
opinione, tuttavia, non poggia solo sulle informazioni d’attualità
ma anche su un bagaglio culturale e storico: la televisione provvede
a fornire anche questo, attraverso documentari e programmi di vario
genere – da quelli giornalistici alle fiction. ...
Stalin: la necessità di parlarne senza
paura di Giorgio Galli e Davide Pinardi Davide Pinardi:
Il saggio del professor Giorgio Galli, Stalin e la sinistra: parlarne
senza paura, affronta la figura di Stalin in una prospettiva storica
al fine di sollecitare l’avvio di un’analisi più
serena, equilibrata e ragionevole su di essa, un’analisi non più
condizionata da considerazioni politiche di breve respiro. In sintesi
potremmo dire che si tratta di una profonda riflessione sul rapporto
che lega la figura storica di Stalin e la sinistra italiana. In particolare,
soprattutto, si mette in luce la percezione alquanto deformata che quest’ultima
ha del ‘famigerato’ leader russo, diventato ormai una sorta
di ombra in grado di delegittimare qualunque logica di ricerca, di progetto,
di continuità politica rispetto al passato, quasi che quella
presenza così ingombrante avesse, nel tempo, essiccato e distrutto
l’apparato radicale più profondo della stessa sinistra. Giorgio Galli:
Mi sono deciso a scrivere questo saggio dopo essere stato un critico
dell’esperienza del comunismo staliniano e post-staliniano. Ritengo
che allora la critica fosse doverosa, così come oggi sono convinto
sia altrettanto doveroso, per uno storico, recuperare l’argomento,
soprattutto per aprire un dibattito a sinistra; un dibattito la cui
riflessione debba andare in direzione di un recupero dell’esperienza
staliniana per capovolgerla e valorizzarla in chiave economica, quando,
invece, la scelta degli attuali dirigenti dei partiti di centro-sinistra
si propone solo nell’ottica del silenzio. ...
Musei e metafore di Felice Accame Le procedure di museificazione rivolte all’attualità
o, meglio, a oggetti che perdurano nel tempo del museificatore stesso,
sono procedure per loro natura selettive. Ovviamente, non prendono tutto
ciò che capita – come potrebbe accadere all’archeologo,
che, avendo a che fare con il perso nel tempo, non può permettersi
di buttar via nulla. Prendono qualcosa escludendo altro. I criteri in
base ai quali si seleziona non sempre sono chiari alla consapevolezza
del selezionatore. È ovvio che nella loro formazione intervengano
fattori inconsci, scopi più e meno dichiarati, esiti di negoziazioni
concettuali. ...
Sesso & potere: una questione politica di Felice
Bonalumi Sesso e politica: un binomio sempre agli onori della
cronaca, senza confini temporali, geopolitici, ideologici o altri. Michel
Foucault (Poteri e strategie, ma anche La volontà
di sapere, con i tre saggi sulla Storia della sessualità)
o Wilhelm Reich (La rivoluzione sessuale, per indicare un testo)
ne hanno fatto uno dei centri della loro riflessione. Tra i numerosi
film, cito solo Sesso & potere (Wag the Dog, il
titolo originale, 1997) di Barry Levinson che tratta, in modo ironico,
della manipolazione dell’opinione pubblica attraverso media ossequienti
al potere. ...
L'intervento Quando il 3 novembre 1943 Ferruccio Parri e Leo Valiani,
esponenti del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia, andarono
a Villa De Nobili di Certenago presso Lugano per incontrare Allen Dulles
e John McCaffery, responsabili delle Agenzie dell’Oss (Office
of Strategic Services) e del Soe (Special Operation Executive), i servizi
segreti statunitense e inglese, per sollecitare un sostegno militare
e finanziario alla Resistenza, raccomandando “una propaganda più
aderente alla realtà italiana”, la risposta che ottennero
dal punto di vista tecnico fu interlocutoria e da quello politico lontana
dalle aspettative. I sacri fuochi di una lotta armata con un grande
esercito popolare erano apparsi in quel momento soffocati. Gli Alleati
avevano preso le distanze da quella visione militare in nome di una
strategia che non prevedeva cessioni di comando nella conduzione della
guerra. ...
L'inchiesta La teoria dei ‘sei gradi di separazione’
è un’ipotesi secondo cui qualunque persona può essere
collegata a qualunque altro abitante del globo terrestre attraverso
una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari.
Proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Karinthy
in un racconto breve intitolato Catene, venne confermata nel
1967 dal sociologo americano Stanley Milgram e più tardi, nel
2001, da Duncan Watts della Columbia University. La ricerca di Watts,
pubblicata su Science nel 2003, permise l’applicazione
della teoria dei sei gradi di separazione anche in aree differenti,
tra cui l’analisi delle reti informatiche ed elettriche, la trasmissione
delle malattie, la teoria dei grafi, le telecomunicazioni e la progettazione
della componentistica dei computer. La nostra inchiesta vuole dimostrare
che la legge di Watts non si applica alle relazioni fra le principali
testate giornalistiche italiane e il capitalismo industriale-finanziario,
o più precisamente che, analizzando i legami esistenti, andrebbe
corretta al ribasso, in non più di tre gradi di separazione.
Con quali effetti sulla libertà di informazione? ...
Verità al tempo della
moviola Alle 6 del pomeriggio del 14 luglio 1943, a Canicattì,
il tenente colonnello dell’esercito americano George Herbert McCaffrey,
componente di rilievo dell’Allied Military Government of Occupied
Territory – l’ufficio direttamente incaricato di amministrare
i territori occupati nel corso dell’avanzata verso nord subito
dopo lo sbarco in Sicilia – giunse al municipio della cittadina.
Subito qualcuno lo informò che – a quanto pareva –
un numeroso gruppo di civili stava saccheggiando una piccola fabbrica
di detergenti, la ‘Narbone-Garilli’, alle porte della cittadina.
Pareva, in particolare, che venissero rubate delle saponette (nella
fabbrica non c’era molto altro). Il sapone in effetti era prezioso,
a quei tempi. E le condizioni igieniche della zona risultavano oggettivamente
disastrose, gli ospedali erano al collasso, dilagavano tifo e infezioni. ...
Sotto i ri(f)lettori Christa Wolf inizia a scrivere i primi appunti su Medea
nel 1990, all’indomani della caduta del muro di Berlino, e nel
momento in cui si rende conto che il suo Paese, la DDR, “stava
sparendo dalla Storia”. Non si può immaginare forma più
totale di sconfitta, per uno Stato, della sua ‘sparizione’:
la cancellazione non solo del suo nome, delle sue strutture politiche
e amministrative a ogni livello, ma anche la negazione della sua storia,
del suo percorso, delle sue forme di espressione artistica, intellettuale,
scientifica. Niente di più lontano dal concetto di unificazione. ...
Le insolite note - critica
musicale Verrà un giorno, almeno oso sperarlo, in cui
la Storia sarà scritta più dagli episodi dimenticati e
di nicchia che dalle grandi battaglie. Trovo estremamente più
interessanti le investigazioni di Garboli e Ginzburg sull’universo
di un mugnaio eretico del Cinquecento (Il formaggio e i vermi)
che i saggi di un qualunque storico di grido su una qualunque dinastia
reale. È per lo stesso motivo che le opere discografiche pop
in senso lato mi interessano solo come fenomeno di costume, per tenermi
aggiornato sui movimenti-macro che riflettono la massificazione di certi
modi di pensare e di vivere. E guarda caso, a scavare con pazienza,
le storie dimenticate e i personaggi scomparsi dalla Storia hanno più
sale e sugo di quelli che ci vengono proposti dalle Major. ...
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