
anno III, numero
14
ottobre - novembre 2009
Edizioni
paginauno
formato: 21 x 30 - pagg.
64
prezzo: cartaceo 8,00 euro - PDF 4,00 euro
ISSN: 1971343600014
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In questo numero
Gli interessi economici privati dietro il progetto Ionta per
la costruzione delle nuove carceri; la lucrosa gestione
dei Centri per l’immigrazione a opera di cooperative,
onlus e Misericordie; il fallimento della Zincar,
l’ennesima società privata inventata da politici-imprenditori
per intascare denaro pubblico; il Pd si oppone alle ronde
per una questione ‘etica’, svelando il suo abbandono di
un pensiero di sinistra; la strumentalizzazione politica della battaglia
di Poitiers del 732, divenuta il simbolo di un’Europa
cristiana liberata dai musulmani; l’uso del calcio in
politica, quando l’elettore è anche tifoso e
telespettatore; i risvolti politici del processo di Norimberga,
ovvero il diritto internazionale creato dal vincitore per processare
i vinti; Galileo scienziato e astrologo, quando l’esoterismo
era una forma di conoscenza e di dominio. E ancora: intervista ad
Alberto Patrucco, critica letteraria, recensioni,
narrativa sociale, musica e arte...
Editoriale
Dai maghi agli imbroglioni
Una volta le corti erano il tempio dell’esoterismo. Astrologi/scienziati
come Galileo e Campanella facevano oroscopi a sovrani e papi, e l’esoterismo
era considerato dal potere un’importante forma di conoscenza e
di dominio (Galli, Accame, Albini, pag. 17). Oggi, nelle democrazie
rappresentative, la presenza a ‘corte’ è scesa di
livello e il posto dei maghi è occupato da semplici imbroglioni.
Che si tratti di politici-imprenditori incaricati di inventare società
scatole vuote in cui fare transitare denaro pubblico destinato a scomparire
in mille rivoli (Giovanna Baer, pag. 31), o di capitani d’industria
pronti ad approfittare del sovraffollamento nelle carceri per dare il
via alla privatizzazione del sistema carcerario. Alcuni, gli imbroglioni
dell’Amore, accolgono a braccia aperte gli extracomunitari nei
moderni lager, chiamati Cie, per devolvere la loro caritas carceraria
rimborsata dallo Stato a suon di milioni (Giovanna Cracco, pag.13).
È così che si è passati dall’occultismo all’occultamento
del denaro pubblico; e l’intrallazzo è diventato la nuova
forma di conoscenza e di potere.
Gli imbroglioni riscrivono la Storia per meglio restimolare gli immediati
istinti che regolano l’immaginario collettivo (Felice Bonalumi,
pag. 24), manipolano il presente per fomentare il razzismo nel tessuto
sociale, per poi promulgare leggi repressive che favoriscono i signori
dell’economia; gli altri, intanto, cambiano nome al partito e
promuovono la falsa democrazia delle primarie per nascondere la scomparsa
di un pensiero di sinistra e dell’opposizione (Walter G. Pozzi,
pag. 7). Dal canto suo, il re, per accreditarsi nella simpatia del popolino,
mescola in allegria calcio e politica infarcendo le teste dei tifosi
con annunci eclatanti e silenziose smentite, in un vortice di clamorose
menzogne (Massimo Grilli, pag. 45).
Gli imbroglioni più quotati, spiccano per una virtù, indispensabile
per chi nella vita decide di servire il potere: il totale disprezzo
per la vita umana. Questi arrivano a disconoscere i più elementari
diritti dell’uomo, come quando respingono verso la Libia i disperati
dei barconi negando, a chi fugge da una dittatura, lo status di rifugiato
politico (Nicola Loda, pag. 65). Anche quando costruiscono la Storia
ponendola di fronte a spettacolari processi, creano il diritto internazionale
del vincitore per processare in maniera arbitraria i vinti (Davide Pinardi,
pag. 48).
Tuttavia tale complesso di qualità sarebbe nulla se non si accordasse
con un’ultima impagabile garanzia che rende gli imbroglioni infinitamente
più grandi e più potenti dei ‘maghi’ del Cinquecento
e del Seicento: l’impunità. Mentre questi ultimi, nonostante
le loro conoscenze esoteriche, astrofisiche e alchemiche, non erano
in grado di evitare i processi del Sant’Uffizio, al contrario,
gli imbroglioni della politica hanno la certezza che non vedranno mai
sorgere il sole a scacchi.
Allegata a questo numero la cartolina di partecipazione
al Concorso di narrativa Controracconto edizione 2009, da
inviare insieme all'opera. Per maggiori informazioni, consulta
la sezione concorso e leggi il bando.
| Sommario
Voce di Cavallo e Cavaliere
di Francesco Gallo
EDITORIALE
Dai maghi agli imbroglioni
RESTITUZIONE PROSPETTICA
Le ronde
smascherano l'inutilità del Pd
di Walter G. Pozzi
IL RACCONTO
Del buon governo
di Carlo Pizzetti
POLEMOS
La ricca
economia della carcerazione
di Giovanna Cracco
Galileo tra scienza e astrologia
di Giorgio Galli, Felice Accame, Andrea Albini
Poiteirs 732, tra Storia, immaginario
collettivo e strumentalizzazione
di Felice Bonalumi
INTERVISTA
Alberto Patrucco. Chi
non la pensa come noi
di Giuseppe Ciarallo
INCHIESTA
La banda del
buco: il fallimento della Zincar
di Giovanna Baer
RACCONTI
Cenci
di Paolo Zardi
La classe operaia va all'inferno
di Valter Malenotti
FILO-LOGICO
La politica presa a
calci
di Massimo Grilli
VERITÀ AL
TEMPO DELLA MOVIOLA
Alibi Norimberga (3ª parte)
di Davide Pinardi
A PROPOSITO DI...
Carlo Pizzetti
e la nostra terza giovinezza
di Felice Accame
BUONE NUOVE
La linea intangibile
recensione di Il delitto dei giusti di
André Chamson
di Luciana Viarengo
IN LIBRERIA narrativa
Rabet, Martin
Jankovski (A. Giordano)
Storie di storie, Paola Taboga (Milton Rogas)
Cronache di una società annunciata, collettivo
Chi fa la Francia? (G. Cracco)
IN LIBRERIA saggistica
Piombo Rosso, Giorgio
Galli (D. Corbetta)
Social Killer, Mark Ames (G. Cracco)
Per non morire di mafia, Pietro Grasso e Alberto
La Volpe (D. Corbetta)
LE INSOLITE NOTE
Di che
cosa parliamo quando parliamo di musica (2ª
parte)
critica a Il buio, il fuoco, il desiderio,
Gino Castaldo
di Augusto Q. Bruni
PAROLE SULLA TELA
Camera Work,
quando la fotografia diventò un'arte
di Chiara Carolei
VOCABOLARIO STORICO
Rifugiato politico
di Nicola Loda |
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