Editoriale
La politica delle tre carte
Nati sull’onda dell’emergenza securitaria, i vari decreti
sicurezza presentati dal governo mostrano, tra una norma anti-immigrati
e l’altra, un’anima profondamente nera nell’intenzione
di anticipare e prevenire il futuro conflitto sociale generato dalla
crisi economica (Giovanna Cracco, pag. 15). Nel contempo una calibrata
legislazione
raggiunge un doppio obiettivo: garantire un basso costo della manodopera
alle imprese e rendere difficoltosa per i lavoratori ogni forma di protesta
legale, limitando il loro diritto di sciopero (Erika Gramaglia, pag.
40).
Tocca al Vaticano compensare le carenze della politica, accreditandosi
– ora che la sinistra ha perso peso e credibilità –
come unica forma di opposizione. Suo il compito di frenare attraverso
una religiosa consolazione, la frustrazione di un ceto medio sempre
più povero (Walter G. Pozzi, pag. 7). Un rafforzamento di potere
che gli permette un’ingerenza nel dibattito parlamentare sulle
questioni etiche. E in questo modo combattere quella che oggi può
essere definita l’ultima grande utopia: la società tecnologica
(Felice Bonalumi, pag. 19).
Nel frattempo lo Stato italiano si prepara a rimescolare le carte per
rinforzare il potere dei padroni del vapore. La nuova casacca politica
è il federalismo (Nicola Loda, pag. 65), buona per consegnare
il sud alla mafia e garantire maggior forza ai monopoli industriali
al nord. Nulla cambierà per la società civile, i cui problemi
restano ignorati. La riforma scolastica firmata Comunione e Liberazione
dimostra il totale disconoscimento delle vere cause (Giovanna Baer,
pag. 26) del disagio giovanile, mentre l’intellettualità
italiana si garantisce illegittimi guadagni con la propria ignoranza
(sulla critica musicale: Augusto Q. Bruni, pag. 58) e dissimula, come
denunciava nelle sue opere Luciano Bianciardi, la propria natura servile
(Felice Accame, pag. 50). È tale forma di intellettualità
il più pericoloso circuito di legittimazione ‘culturale’
di chi governa il Paese.
Di fonte a questo attacco frontale, rimangono vivi piccoli e indipendenti
canali d’informazione. Forme di resistenza che, generando il dubbio,
ancora tentano di creare nuove dinamiche di coscienza: la satira, quella
che non ascolta le sirene del sistema e della celebrità (Giuseppe
Ciarallo a pag. 24 intervista Ro Marcenaro), o la Storia, capace di
risalire il tempo e di mostrare la violenza extralegale su cui poggia
il sistema delle leggi, nazionale e internazionale (Davide Pinardi,
pag. 45).
Allegata a questo numero la cartolina di partecipazione
al Concorso di narrativa Controracconto edizione 2009, da inviare
insieme all'opera. Per maggiori informazioni, consulta
la sezione concorso e leggi il bando.
SOMMARIO
Economia familiare
di Walter G. Pozzi
EDITORIALE
La politica delle tre carte
RESTITUZIONE PROSPETTICA
La legittimata opposizione della Chiesa cattolica romana
di Walter G. Pozzi
IL RACCONTO
De consolatione
philosophiae
Profumo di poesìa
di Carlo Dossi
POLEMOS
Decreti sicurezza: lo Stato si prepara al conflitto sociale
di Giovanna Cracco
Utopia, ovvero critica dell'esistente
di Felice Bonalumi
INTERVISTA
Ro Marcenaro. L'Asino è il popolo: utile, paziente e
bastonato
di Giuseppe Ciarallo
INCHIESTA
Narciso vs Edipo: viaggio nel disagio giovanile
di Giovanna Baer
RACCONTI
L'attesa
di Raffaella Brioschi
Natività
di Sabrina Campolongo
DURA LEX...
Libertà del lavoro... o dei lavoratori?
di Erika Gramaglia
VERITÀ AL TEMPO DELLA MOVIOLA
Alibi Norimberga (2ª parte)
di Davide Pinardi
A PROPOSITO DI...
Luciano Bianciardi: matrici culturali e politiche
di Felice Accame
Copertine in evoluzione asetticizzante
di F. A.
BUONE NUOVE
Né
assassini né eroi
(recensione di Ultimi fuochi di Resistenza di Massimo
Recchioni)
di Luciana Viarengo
IN LIBRERIA narrativa
“La morte moderna”
(G. Cracco)
“Gli anni del sole stanco” (W. Pozzi)
“Quelli dalle labbra bianche - Il parroco di Arasolè”
(G. Cracco)
IN LIBRERIA saggistica
“Una vita operaia”
(D. Corbetta)
“Profondo nero” (G. Cracco)
“Seppellitemi in piedi” (D. Corbetta)
LE INSOLITE NOTE
Di che cosa parliamo quando parliamo di musica
(critica a Il buio, il fuoco, il desiderio, Gino
Castaldo)
di Augusto Q. Bruni
PAROLE SULLA TELA
Diego Randazzo: la forma della narrazione
di Chiara Carolei
VOCABOLARIO STORICO
Federalismo
di Nicola Loda
|