
anno III, numero
12
aprile - maggio 2009
Edizioni
paginauno
formato: 21 x 30 - pagg.
64
prezzo: 8,00 euro
ISSN: 1971343600012
Allegato a questo numero un omaggio
ai nostri lettori: Il lavoro culturale
di Luciano Bianciardi
edito da Stampa Alternativa.
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Editoriale
Democrazia è…
Quale significato può assumere il sostantivo democrazia, alle
orecchie di cittadini schiacciati da un potere corrotto, mafioso e
monopolista? (Walter G. Pozzi pag. 7).
La dinamica della recente acquisizione di un’indipendenza politica
da parte di repubbliche sganciatesi dall’ex blocco sovietico
aiuta a comprendere, senza andare troppo indietro nel tempo, quale
realtà storica sottende tale sostantivo. Riccardo Esposito
(pag. 47) mostra il processo di democratizzazione, laggiù,
in Kazakistan, dove un’amministrazione ‘improduttiva’
non ha mai creato una divisione tra politica ed economia. Una realtà
che il mondo occidentale non esita, per convenienza, a battezzare
come democratica, nella consapevolezza che le cose prendono vita dal
momento in cui si dà loro il ‘giusto’ nome.
Una democrazia è anche l’Italia: una nazione in cui governo
e opposizione si spartiscono i compiti per realizzare la società
auspicata da Licio Gelli nel Piano di Rinascita della Loggia P2 (Giovanna
Cracco, pag. 15). È un parlamento democratico quello che vota
una riforma scolastica che toglie fondi alla scuola pubblica e rimpingua
quella privata, ricostituendo la logica gentiliana di un’istruzione
di classe (Erika Gramaglia, pag. 42); così come democratico
è un Paese il cui stato sociale prevede liste d’attesa
interminabili per le famiglie che hanno bisogno di affidare i propri
anziani a case di riposo (Giovanna Baer, pag. 28).
Lo è anche un Paese che lascia scivolare nell’oblio la
propria memoria storica per disinnescare il suo potenziale politico
dall’attualità; e che per meglio riuscire nell’impresa,
relega nell’ombra le piccole oasi letterarie e politiche che
ancora si oppongono all’inesorabile processo di rimozione collettiva
(Giuseppe Ciarallo e Stefano Tassinari, pag. 24).
Anche lo Stato sionista d’Israele è unanimemente riconosciuto
come democratico. Malgrado da quarant’anni occupi, opprima e
bombardi il popolo palestinese, pur continuando a ostentare una volontà
di tregua e di pace (Federica Zoja, pag. 20). Anche il teatrino di
pacificazione che segue ogni massacro, fa molto democrazia.
Democratico è anche il capitalismo, le cui cicliche bolle finanziarie,
con estenuante continuità, a partire dal Seicento (Nicola Loda,
pag. 64), producono sconquassi sociali e vengono lasciate cadere a
piombo sulle spalle dei ceti mediobassi. È democratico quando
licenzia, quando disloca le risorse, quando produce morti…
È sempre democratico, soprattutto nell’animo. Anche quando
– per ‘difendersi’ dalla popolazione impoverita
e affamata dalle crisi più pesanti – giustamente
è costretto a trasformarsi in dittatura, si può stare
certi che il capitalismo sarà sempre pronto a rinascere democratico
nei panni di un tribunale del Bene, e a processare con processi sommari
la propria crudeltà e le più putride scorie di se stesso.
Per infine catalogarle nei libri di storia con il loro vero nome:
il Male (Davide Pinardi, pag. 49).
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