È uscito il numero
33
giugno - settembre 2013
| Contenuti per tema |
| scontro politica e magistratura |
| osservatorio sulla mafia |
| economia criminale |
| privatizzazioni |
| la sinistra in Italia |
| la nuova destra europea |
| lavoro e conflitto sociale |
| politica dell'immigrazione |
| rapporto Stato e Chiesa |
| rapporto cultura, informazione e potere |
| scuola e riforma scolastica |
| politica medioriente |
| Il progetto Paginauno |
| la
scuola |
| Comunicazione |
| newsletter |
| la stampa |
| link |
| contatti |
| area riservata |
musica e arte
Ai margini del castello
E
se il mostro fosse innocente?
Controcronaca
del processo
al chirurgo Brega Massone
e alla clinica Santa Rita
Massimo Battisaldo
Paolo Margini
Decennio rosso
narrativa
Massimo Vaggi
Sarajevo
novantadue
narrativa
Elvia Grazi
Antonio Prade
Senza ragione
narrativa
Giovanna Baer
Giovanna Cracco
E se il mostro
fosse innocente?
libro inchiesta
John Wainwright
Stato di fermo
narrativa
Giuseppe Ciarallo
DanteSka
satira politica
Walter G. Pozzi
Altri destini
narrativa
Davide Pinardi
Narrare
critica letteraria
Il contenuto di questo sito
è coperto da
Licenza
Creative Commons
|
Ai margini
del castello |
| Marco Caselli e la graphic
novel 'Metastasi' di Manuel Pozzi |
(febbraio 2012) |
|
Metastasi è un fumetto diviso in quattro storie (una per fumettista) legate da un unico filo conduttore: una presenza nera, via via sempre più pressante, ricopre il cielo e rende ingestibile e indigeribile la vita in città. Allora, Marco, come nasce questo progetto e che messaggio lancia? Perché il titolo Metastasi? Un editore ci ha contattato la primavera scorsa dicendo
che se avessimo avuto qualche autoproduzione in programma, avremmo
potuto fare affidamento sul suo stand. Ipso Facto! La prima idea era
di realizzare una rivista, ma poi ispirandoci a Four rooms,
il film scritto e diretto a quattro mani da Allison Anders, Alexandre
Rockwell, Robert Rodriguez e Quentin Tarantino, si è pensato
a un progetto a quattro mani. Ci siamo rinchiusi in una casa nella
montagna Svizzera e l’idea pian piano è stata partorita.
Era il periodo del post Fukushima, avvenimento che (inutile dirlo)
ci aveva scosso molto. Soprattutto era stato interessante –
perché al tempo stesso raccapricciante e tenero – osservare
le reazioni che le persone del luogo avevano avuto a un evento di
tale portata distruttiva. Il tema doveva perciò essere legato
a una qualche catastrofe. Ci siamo quindi immaginati questa presenza
nera, creatasi nel cielo, che via via diventa sempre più grande
e si abbatte sulla città. Ognuno di noi ha stabilito cosa gli
premesse raccontare (il prima, il durante e il dopo) e ci siamo messi
all’opera. Il titolo è arrivato più tardi. Cosa c’è dietro la lavorazione di un fumetto? Ci sono vari filoni di pensiero nell’arte fumettistica?
La tua è la quarta storia di Metastasi. Descrive il mondo dopo la catastrofe attraverso la vicenda dei due personaggi principali, Adam ed Evan. Il primo è un premuroso medico che cerca di unire in modo utopico più gente possibile in una società ideale; il secondo è un uomo dal pugno di ferro che vede le cose nel modo più realistico possibile, basandosi sull’unico concetto applicabile in una situazione di questo tipo: la sopravvivenza. In sintesi, si è davanti a una civiltà che ha la unica e rara possibilità di ripartire da zero e decide comunque di fare gli stessi errori, piantando ancora le radici sbagliate. Perché? Che messaggio volevi lanciare? Sicuramente un messaggio di poca speranza che riflette la mia mancanza di fiducia nel genere umano (ride). Adam è inizialmente un personaggio positivo che le dinamiche sociali portano sulla via della perdizione. Si scontra con Evan, le cui idee materiali hanno molta più presa sulla gente. C’è uno scontro tra un utopista e un materialista, due modi di affrontare la situazione completamente opposti. Senza rivelare il finale, lo scontro porterà in un’unica direzione, un’idea sopravviverà a scapito dell’altra. Ogni artista ha la sua idea di che cosa l’arte dovrebbe essere. Spiegaci la tua. È presentazione di sé. Il fumetto, la musica, la pittura e via così sono solo il mezzo tramite il quale l’artista esprime il suo background. Il mezzo e quello che ognuno vuole esprimere si influenzano sicuramente. L’arte è tutto ciò che, attraverso una persona con attitudini artistiche, instaura un meccanismo che porta a cambiamento e nuovo pensiero. L’arte deve affrontare la realtà, non rimanere fine a se stessa e a uso e consumo dell’ideatore. L’arte può anche uscire dalla sua definizione in senso stretto. Esagerando, si potrebbe ritenere arte tutto ciò che, partendo da basi per nulla artistiche, esce dallo schema per creare qualcosa di diverso e più significativo. Per esempio, il semplice istinto di procacciarsi il cibo che si evolve e si raffina divenendo nouvelle cuisine. Il sesso che esce dal semplice concetto di procreazione e diviene arte nel Kamasutra. Ovviamente bisogna distinguere tra arti minori e arti maggiori, ma penso che un ‘io’ artistico possa esistere in ognuno di noi.
Tommaso Spugna Di Spigna, Simone Campisano,
Paolo Cammello Valsecchi, Marco Caselli |