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A proposito di... |
Copertine in evoluzione asetticizzante |
| Le quattro edizioni de Il
lavoro culturale di Luciano Bianciardi |
| Quattro copertine costituiscono una serie, che, volente o nolente,
evolve nel tempo della cultura e della cosiddetta Cultura. Ciascuna,
in quanto paratesto, rappresenta il testo e, soprattutto, la percezione
che qualcuno – qualcuno che ha il potere di deciderne la rappresentazione
– ne ha.
1957. I tre maschi in atteggiamento di ascolto riflessivo, due a un dito solo sulla guancia – uno solo affinché l’assortezza del volto non ne venga oscurata – uno con dito nel naso, sono la rappresentazione del lavoro culturale durante la sua esecuzione. Corrisponde perfettamente alla critica politica che Bianciardi fa della Cultura alta. Non c’è solo sbeffeggiamento, c’è denuncia della liturgicità (1).
1964. Le cicche di sigaretta e la biro
appoggiatasul posacenere ricolmo sono la rappresentazione dell’esito
del lavoro culturale medesimo.
1974. La macchina da scrivere che si riproduce rappresenta già una riduzione alla autoricorsività – tema in auge nei circuiti culturali dell’epoca. Ho l’impressione che si tratti di un impoverimento dei contenuti critici: l’autoricorsività è una conseguenza – non la premessa – delle viltà di fondo e della subordinazione al potere.
Felice Accame
(1) che il dito nel naso possa far
parte non solo di liturgie laiche, ma anche di pratiche religiose
ben consolidate è testimoniato dalla penosa quanto durevole
vicenda di Montano e della sua eresia. |
Leggi Luciano Bianciardi: matrici culturali e politiche
Leggi altri articoli di Felice Accame
È uscito il numero 18
giugno / settembre 2010
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