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Carlo Pizzetti e la nostra terza giovinezza |

(La terza giovinezza, Carlo Pizzetti)
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1. L’ingegneria potrebbe essere definita come la disciplina
che ha come obiettivo l’applicazione dei risultati delle scienze
alla risoluzione dei problemi che si interpongono tra l’essere
umano e la soddisfazione dei propri bisogni. Vaga, dunque, quanto
ampia: incoccia nel noto problema di definire cosa s’intenda
per scienza, ma, in compenso, non si barrica nell’esclusione
di alcunché. L’etimo, d’altronde, non è
di quelli che vincolano un granché: ‘ingenius’
– in-gen, nato dentro, natura, indole, qualità
connaturata, intelligenza – dunque ‘invenzione’,
già attestata in Plinio. 2. Si potrebbe intendere l’ingegneria inversa come
una tecnica di ragionamento che procede dalla supposizione che qualcuno
si imbatta in un manufatto che non riesce a comprendere, formulando,
allora, l’ipotesi di lavoro che esso sia stato costruito per
qualche scopo. 3. Carlo Pizzetti, ingegnere, pubblica La terza giovinezza
– Storie di curiosi piccoli e grandi abissi e conferisce
forme letterarie a un processo di ingegneria inversa che concerne
la nostra vita sociale e le istituzioni che, in un modo o nell’altro
–voglio dire con le buone o con le cattive – la rappresentano.
Che si occupi di economia, di religione, di militarità o di
giustizia, di arte matrimoniale come di quella funeraria, Pizzetti
riesce a ricondurre a raffinati marchingegni – dolorosamente
paradossali – il lato nascosto della vita che non può
sfuggire alla logica dell’istituzionalità. 4. L’ironica discrezione e l’impietosa lucidità
di cui si avvale Pizzetti, nella storia della letteratura, hanno trovato
rari e pregevoli momenti di attenzione. Primo fra tutti – per
esaustività di impianto narrativo – L’isola
dei pinguini di Anatole France (1908) – il più
organico e il più spietato atto di accusa contro la mascherata
istituzionale. 5. E, infatti, Pizzetti sciorina un linguaggio verbalizzante – con varie assunzioni di ‘io’ freddi, nessuno dei quali può ambire a redenzione individuale – anche al femminile – linguaggio che diventa paradigma con improvvise trasgressioni grazie alle quali le coordinate fondamentali del nostro orientamento corporeo-culturale vengono minate irrimediabilmente. Pizzetti è ingegnere – e qui si comprende i motivi della premessa – e, per questo suo sforzo liberatorio dal sapore autocritico (una professione da riscattare), media sintassi e tonalità da manualistica sorpresa e vilipesa. Come se, a distanza di quarant’anni, mettesse a frutto qualcosa della sua opera prima, Condizionamento dell’aria e refrigerazione. Teoria e calcolo degli impianti, correggendola di quel poco che basta a sconvolgerne la funzione comunicativa. 6. È noto un episodio della vita scientifica di Darwin. La
sua scoperta degli icneumonidi, un tipo di vespe, che si nutrono del
corpo di bachi da loro tenuti rigorosamente vivi. Un orrore di fronte
al quale la stessa fede in Dio di Darwin – una fede già
tremolante – venne scossa duramente. La scoperta che la natura
non è né buona né cattiva, ma è indifferente.
Scopi e altre categorizzazioni in virtù delle quali riusciamo
a sopravvivere in un orizzonte di senso ce li mettiamo noi. Felice Accame
La terza giovinezza. Storie di curiosi piccoli e grandi abissi, Carlo Pizzetti, Robin edizioni, 2009 |
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È uscito il numero 18
giugno / settembre 2010
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