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dicembre 2011- gennaio 2012
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| La linea intangibile di Luciana Viarengo |
| Recensione
de Il delitto dei giusti, André Chamson |
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I valligiani, alla cui meraviglia il bambino di
allora assimilava la propria, sono cévenol, nascono
e vivono all’ombra delle creste rudi delle Cévennes,
nella severità della montagna e delle tradizioni dell’antica
enclave ugonotta. E in fatto di etica, chi meglio di loro? Laggiù,
lungo qualunque tornante, da ogni ponte, davanti a qualsiasi pertugio
di torretta o di colombaia, guardando verso “i crinali dove
nascono le nuvole”, si può scorgere il Maubert, l’ultima
fattoria. Ma, soprattutto, comune a tutti loro è l’impronta fulgida della virtù, che splende a partire dal capofamiglia. Il vecchio Arnal, conosciuto e rispettato in tutta la vallata, ha settant’anni e da oltre quaranta è consigliere comunale, tanto che per antonomasia il suo nome è ormai divenuto per tutti Consigliere. Ogni domenica mattina della buona stagione, i cévenol chiusi nei loro abiti neri, le donne avvolte nelle sciarpe dalle lunghe frange sulle quali riposano bambini tenuti in collo, affollano la piccola stanza che in municipio precede le sale consiliari. Non prestano attenzione alcuna al sindaco, sebbene presente. La loro attesa ha come unico fine un colloquio con Consigliere. Per pacificare animi, dirimere questioni, indicare la giusta soluzione, lui ascolta e poi, appassionatamente risolve, perché come i suoi predecessori e i suoi eredi è un uomo giusto e conosce la legge. Così, di casa in casa, di fattoria in fattoria, di pascolo in pascolo rimbalzano parabole, a rinsaldare l’epica morale di un personaggio, di una schiatta, di un luogo – il Maubert – dai quali la giustizia si effonde, come una grazia divina, su tutto il paese. Questo lo status quo. Talmente vicino alla perfezione
che Consigliere, e gli Arnal tutti, potrebbero essere definiti, senza
ombra di dubbio, uomini morali. E giusta, di riflesso, la
comunità che a questa fonte di probità si abbevera.
Ma esistono le variabili aleatorie e nel caso degli Arnal la variabile
si chiama Clémence, nipote del vecchio Consigliere, bella,
selvatica e sordomuta. Nella simbiosi con il fratello Maurice, con il quale
da sempre spartisce il tempo, i giochi e gli spazi verdi e solitari,
immersi nel silenzio al quale la menomazione di lei li costringe,
l’intimo legame con la terra e con il corpo diviene per loro
un linguaggio che non necessita di parole. Fino a quando Maurice,
sdraiato su di lei, dimenticherà definitivamente “le
parole umane con cui si sanciscono le morali e i doveri”. Da questo momento la figura potente e positiva di
Consigliere perde consistenza e le si sovrappone quella di un immorale
pronto a sporcarsi le mani di sangue in nome dell’onorabilità.
Non che Chamson non avesse seminato tracce per il lettore nel corso
della narrazione. Ha infatti mostrato come in ognuno di loro, primo
fra tutti Consigliere, “la preoccupazione del giudizio che gli
uomini potevano dare su ciascuno dei loro atti spronava la loro coscienza
come un testimone spietato”. E i loro costanti esami di coscienza
non prescindevano mai dalla consapevolezza del giudizio altrui: per
gli Arnal la loro reggenza morale sulla comunità non si basava
semplicemente sull’onestà, quanto piuttosto “sulla
fiducia che a questa onestà si accordava, al rispetto che le
si tributava”. Anche l’etica degli Arnal, svuotata ormai
di ogni moralità, sopravvive per qualche tempo, come un simulacro
portato in processione, ma finisce per rivelarsi, a loro stessi prima
che agli altri, un guscio improvvisamente svuotato del frutto prezioso.
Infatti, dopo aver sacrificato tutto per mantenere intatto quel potere,
il vecchio Arnal scopre quanto esso gli sia ormai divenuto indifferente.
E non a causa del rimorso, ma piuttosto per una “rivolta del
cuore”, per il desiderio bruciante di riavere la purezza originaria,
della quale il potere è stato solo la logica conseguenza. Ma
mentre la purezza è ormai perduta, gli Arnal dovranno accettare
che il potere sopravviva, loro malgrado.
Il delitto dei giusti, André Chamson, Marcos y Marcos, 2008 |