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dicembre 2011- gennaio 2012
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Le insolite
note |
| Bill Frisell: History, Mystery di Augusto Q. Bruni |
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La Storia non è più mistero, perlomeno
si pensa non lo sarà più. Nello stesso documentario
un prete spagnolo, convenuto a Roma per la beatificazione dei cosiddetti
‘martiri di Spagna’ – i religiosi uccisi dai repubblicani
– erigeva un muro davanti al cronista, rifiutando cioè
di parlare del fatto che loro erano lì con tutto quello che
stava succedendo in Spagna. Affermava, quel prete, “La storia
la facciano gli storici”. A lui importava solo presenziare con
orgoglio alla beatificazione. Memoria critica zero. Accolsi con riluttanza il suo invito a leggere un
romanzo di Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza
dell’essere, perché – almeno credo –
avevo troppe cose da fare. E difatti accadde che leggessi il libro
almeno tre anni dopo. Solo allora capii che cosa succedeva alla mia
amica. Volgendosi attorno ben dopo la primavera di Praga, Kundera
guarda sconsolato i destini degli Stati finiti sotto regimi dittatoriali,
e conclude a tale proposito dicendo che essi hanno almeno una cosa
che li accomuna: in quei Paesi la vita è insostenibilmente
leggera. Questo dipende dal fatto che – apparentemente –
non ci sono paradossi né discrasie, contraddizioni né
eventi surreali sotto quei regimi. Esiste invece un accordo incondizionato
all’essere, ma trasportato a livello di massa. Può cadere
una lacrima al singolo, vedendo un bimbo che ha perso la sua barchetta
nel fiume. Ma se la seconda lacrima viene versata solo e soltanto
da una moltitudine, e per lo stesso motivo, allora ecco che siamo
di fronte al vero e proprio kitsch. Per la stessa ragione, un mondo
che nasconde continuamente la merda, ma ammette che siamo stati fatti
a immagine e somiglianza del Creatore, non riesce ad accettare che
quello stesso Creatore non solo abbia degli intestini, ma che al pari
di noi produca merda. Il che è irrimediabilmente kitsch, come
la beatificazione dei settecento preti spagnoli, accettata senza chiedersi
se non fosse un po’ incongrua con ciò che accadeva in
patria. Anche qui la Storia risulta essere un mistero, dato che insondabile
è il volere del Creatore così come i Suoi disegni. In
compenso esistono gli Unti, che possono parlare a tu per tu con Lui
e – privilegiati artisti del download celeste – scaricano
istruzioni dall’alto connettendosi al momento giusto con invisibili
prese usb (urca, sono beato). Lasciatemi governare, e con l’aiuto di Dio, vedrete. Fatto sta che a lasciar fare il primo, il mercato si è rivelato imperfetto e giustamente saturnino, giacché la bolla dell’iperspeculazione sta divorando se stessa, e altrettanto giustamente i contribuenti si incazzano; quanto al secondo, la spazzatura messa sotto al tappeto per pulire Napoli sta pericolosamente riaffiorando, visto che nessuno aveva trovato dove metterla man mano che si riproduceva. Se è vero come par vero che negli Usa e nei Paesi occidentali a essi assimilabili il 99% di ciò che si acquista finisce letteralmente nella spazzatura massimo sei mesi dopo l’acquisto, allora è davvero il caso di dire che la Storia è un mistero. L’ondata di spazzatura che sta sommergendo tutto l’Occidente già fatica a farsi nascondere nei Paesi del Terzo mondo e nessuno si azzarda a dire che neanche bruciarla è una soluzione, perché la diossina prodotta avvelenerebbe gran parte dei consumatori, il che impedirebbe il mantenimento del tasso di acquisto; con la conseguenza paradossale e inaccettabile che i consumatori avvelenati potrebbero beccarsi l’epiteto di boicottatori del prodotto interno lordo. Il che è impossibile, in uno Stato in cui la nascita di Carosello ha segnato la nascita del processo educativo delle nuove masse di consumatori, avviate verso un futuro radioso nel ciclo integrato lavora-consuma-crepa. Vedete qualcuno che pianifichi il futuro razionalmente, tenendo conto di alcune bazzecole variabili come le risorse riproducibili, la qualità della vita, la necessità di frenare gli sbalzi climatici? Misterio magno è la Storia. Per oggi mi perplimo, come si diceva alcuni anni fa. Finirà che mi incazzo. Nel frattempo ascolto un doppio album dotato della impagabile qualità della leggerezza accoppiata alla straordinaria capacità di far pensare. Calvino (Italo) ne sarebbe stato contento assai. L’immenso chitarrista Bill Frisell ha da alcuni anni stretto amicizia con due stratosferici cartoonist di Seattle, a nome Gary Larsen e Jim Woodring. Le illustrazioni del primo, che spaventavano il fratello di Frisell, sono finite dentro un album di qualche anno fa che fornisce un’indispensabile colonna sonora a immagini folgoranti. Dopo l’album ‘etnico’ con gli Intercontinentals
e il Grammy 2006 per il miglior disco di jazz contemporaneo (Unspeakable)
con la collaborazione robusta di Hal Willner, l’orizzonte di
Frisell vaga oramai |